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Metti due notti con uno sconosciuto… la vita sospesa del finlandese Kuparinen

Domenica sera il secondo film in concorso al Bergamo Film Meeting ha piacevolmente sorpreso chi si aspettava un film d’autore fatto di lunghi silenzi e amplessi tristi: “2nights till morning”.

Domenica sera il secondo film in concorso al Bergamo Film Meeting 2016 ha piacevolmente sorpreso chi si aspettava un film d’autore fatto di lunghi silenzi e amplessi tristi. In realtà con “2nights till morning” il trentasettenne regista finlandese Mikko Kuparinen ha organizzato una narrazione con un ritmo e una recitazione disinvolti, una fotografia composta, un soggetto accattivante.

Accattivante come la premessa del film dichiarata da Kuparinen stesso al pubblico dell’Auditorium: “Chi non ha mai immaginato di trovarsi coinvolto in una fugace storia romantica con uno sconosciuto, lontano da casa… cercando di essere non tanto quello che si è davvero ma quello che si sarebbe sempre voluto essere?” .

Il film narra infatti di due sconosciuti, un architetto francese e un dj finlandese – Caroline e Jaakko – che si incontrano in un hotel di Vilnius. A causa di un contrattempo Caroline è costretta a fermarsi una notte in più del previsto in città e poi un altro giorno e un’altra notte per un problema ambientale che causa la chiusura dell’aeroporto per 24 ore. I due finiscono per passare la prima notte insieme, poi anche il giorno successivo, in una situazione in bilico tra l’essere perfetti sconosciuti e l’intravvedere qualcosa di più, ma soprattutto arrivando in poche ore a guardare la propria vita da una nuova angolazione.

Accattivante premessa, si diceva. E affascinante, come i due attori principali, di bell’aspetto e bravi nell’interpretare due personaggi apparentemente a tutto tondo e invece latori di qualche chiaroscuro. Intrigante, come l’idea di una parentesi temporale e esistenziale che strizza l’occhio a quella sociologia ormai pop che vede nei “non luoghi” – alberghi, aeroporti, supermercati…- spazi ideali per una sospensione dalla vita e dai ruoli di sempre, dove poi la gente passa – e così le loro azioni e i loro pensieri e sentimenti- e non resta di loro alcuna traccia.

Oltre ad esprimere questo concetto in un dialogo, il regista lo ribadisce con la scena delle cameriere che puliscono la camera d’albergo di Caroline che torna ad essere pagina bianca in cui il prossimo ospite scriverà. Interessante come la trovata di introdurre un coté omossessuale nella vita di Caroline, che sorprende perfino l’aperto dj finlandese, o la relazione appena accennata di Jaakko con la figlia.

Per tutte queste ragioni il film raggiunge il suo scopo, quello cioè di presentare un’avventura con uno sconosciuto come un’opportunità per rileggere la propria vita. “2 nights till morning” lascia comunque allo spettatore l’impressione di essere un film gradevole e ben confezionato – perché il regista conosce senz’altro i meccanismi della narrazione anche se il linguaggio resta un po’ piatto – ma furbo.

Vedremo il pubblico del Bergamo Film Meeting come lo giudicherà.

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