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Mancano punti, morale, gol: questa Atalanta ora inizia a spaventare

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La sapete l’ultima? No, non è una barzelletta ma un dato preoccupante: l’anno scorso, a dieci giornate dalla fine del campionato come oggi, l’Atalanta stava meglio. Insomma, diciamo che non era messa peggio di oggi: infatti aveva cinque punti di vantaggio sulle terzultime (erano in due appaiate) mentre oggi i punti sono un pochino più risicati, cioè quattro.

Un anno fa dietro al Verona che aveva 32 punti c’era l’Atalanta con 26, poi Cagliari e Cesena a 21 e Parma a 9.

Oggi la situazione è più ingarbugliata, perché proviamo a leggere la classifica come suggerisce Reja, considerando coinvolte nella lotta per la salvezza anche le squadre a 31: Sampdoria e Genoa 31, Atalanta e Udinese a 30, Palermo 27, Frosinone 26, Carpi 22 e Verona 18. Quindi male il Palermo che è dietro e per l’Atalanta è braccio di ferro con Colantuono (l’anno scorso l’Udinese aveva 33 punti).

Non si vince e la crisi nera delle ultime 13 giornate è fotografata dai punti: in questo digiuno di vittorie di tre mesi l’Atalanta è nettamente ultima con la miseria di 6 punti. Basta vedere che la squadra più vicina in questa parziale classifica è il Torino con 11 punti; a 12 abbiamo Udinese, Palermo, Frosinone, Carpi e Verona; l’Empoli a 13, a 15 Chievo, Genoa e Sampdoria e poi le altre. Staccatissima la Juve che ha conquistato 37 punti ed era quinta (in testa era l’Inter), il Napoli resiste ed è secondo con 30 punti tallonato dalla Roma a 28.

E naturalmente sono i gol delle ultime 13 partite che evidenziano questa crisi: l’Atalanta ne ha segnati appena 8 e la squadra più anemica dopo i nerazzurri è l’Udinese con 10, seguita dal Carpi (11), da Genoa e Bologna (13), Verona (14).

Gira e rigira, il problema più grosso è sempre quello. Che era vivo l’anno scorso e non è stato risolto quest’anno, cioè il gol. Un anno fa solo alla 29a giornata Pinilla segnava il 6° gol, alla 31a Denis realizzava il settimo personale. Ora siamo fermi alle cinque reti di Gomez, che manca tantissimo, tornerà nel gruppo da martedì e non si sa se giocherà a Roma contro la Lazio. Purchè sia disponibile dal Bologna, che arriverà poi a Bergamo, o comunque per lo sprint finale.

Non si può più scherzare. Perché avrà anche ragione l’ex atalantino e ora juventino Padoin, che alla fine della partita con i campioni d’Italia commenta: “Non ho visto male i miei ex compagni, ma contro di noi era dura fare gol”. E aggiunge: “Certo si sente anche la mancanza di Pinilla, quando torna?”.

Ecco, appunto. Però, si può andare avanti così? Certo che no. Reja prova anche con l’inedita coppia Borriello-Monachello, entrambi ancora a secco con l’Atalanta. Deve sbloccarsi l’ex romanista-genoano, che è a digiuno da tre mesi, Sufficiente ma non basta con la Juve e c’è tanto bisogno dei suoi gol, come degli assist e dei gol di Diamanti, che non segna in Italia da un anno.

Mancano perfino le punizioni, all’Atalanta: contro la Juve non ne ha avuta nemmeno una, vero che non era l’avversario ideale con Buffon portiere-record di imbattibilità (superati Pinato e Pelizzoli) e una difesa impenetrabile, però si può e si deve fare di più.

Perché se tutti siamo convinti che l’Atalanta si salverà e anche Allegri non ha avuto dubbi in proposito, però l’allarme è scattato e non tanto per la sconfitta con la Juve, dopo una prova tutto sommato dignitosa. Ma ora il Frosinone è vicino e sta costruendo in casa (sei vittorie su sette) la sua rimonta.

Fra un mese e mezzo i nerazzurri andranno a Palermo: meglio evitare ultime spiagge e fare punti nelle prossime cinque giornate.

E soprattutto bisogna che la squadra torni forte in casa sua, al Comunale. Su un campo che tutti criticano per le condizioni pessime in cui si trova, l’ha detto anche Allegri, l’aveva sottolineato Sarri e non solo loro: qualcuno ci metta mano, se possibile. Tutto deve funzionare al meglio, per restare in A.

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Commenti

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  1. Scritto da Zanzara

    L’attacco non segna e la difesa, ogni tanto, si distrae. Ma le distrazioni possono anche esserci se gli attaccanti facessero il loro dovere. Ma con le ripartenze al rallentatore e con le discutibili posizioni in campo, trovare qualcuno libero in area avversaria diventa una “ricerca al tesoro”. Reja ha esaurito le idee!!!!