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Infortuni e tutele per le donne: la storia in uno studio dell’Anmil

Dal 1960 ormai la donna è entrata a pieno titolo nella storia del lavoro. Progressivamente l’emancipazione femminile e la crescente richiesta di lavoro ha trasformato moltissime casalinghe in lavoratrici di azienda. Una realtà in continua crescita e, nonostante i periodi di crisi, l’occupazione femminile è sempre in aumento. Basti pensare che dal 1965 ad oggi è cresciuta circa del 70%.

Per richiamare l’attenzione sul mondo del lavoro al femminile e sulla tutela prevista per le donne che si infortunano o rimangono permanentemente invalide a causa dell’attività lavorativa lunedì 7 marzo alla sede territoriale Inail di Bergamo, il gruppo donne Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) ha presentato uno studio curato dagli esperti Franco D’Amico, coordinatore dei servizi statistico ­formativi di Anmil, e Maria Giovannone, responsabile scientifico di Anmil Sicurezza.

Questa ricerca, dall’allegorico titolo “Il vecchio e il nuovo” ha come argomento principale lo studio storico-­statistico e storico-giuridico del cambiamento del ruolo della donna e dello sviluppo della tutela al femminile nell’arco temporale che si estende dal 1965, con la grave crisi economica che ha radicalmente interrotto il cosiddetto “miracolo economico”, fino alla quotidianità dei giorni nostri.

A promuovere questa iniziativa sono intervenuti il presidente Anmil Luigi Feliciani, la direttrice Anmil Santa Picone e la presidentessa CoCoPro Luciana Fratus, presentando un interessante excursus sull’evoluzione del fenomeno infortunistico al femminile insieme a quello sulla tutela assicurativa.

Come mostrano i dati, nel 1963 si contarono circa 1,6 milioni di infortuni e 4.600 morti per incidenti sul lavoro, segnando il picco più alto, mentre oggi molti aspetti sono cambiati, soprattutto per le donne: l’occupazione femminile è cresciuta di 4 milioni di unità, il rischio di infortuni si è quasi dimezzato e le morti sul lavoro si sono ridotte di oltre due terzi.

Inoltre, come spiega Feliciani, l’Anmil si sta impegnando per vincere le violenze psicologiche subite passivamente da molte lavoratrici quali lo stalking, lo streaming ed il mobbing. Per fare ciò, sta nascendo un progetto con incontri formativi per colf, badanti (lavori in crescita negli ultimi anni, basti pensare che solo a Bergamo si stimano circa 12 mila contratti regolari ed altrettanti in nero) ed i loro datori di lavoro, per informare circa i nuovi fattori di rischio del lavoro domestico e le possibilità per ridurli.

L’incontro, tenuto in onore della festa della donna, ha portato alla luce aspetti interessanti su cui poter riflettere per migliorare la condizione delle donne, che sono madri, immagini, amanti e casalinghe allo stesso tempo e come tali devono essere informate di tutti i diritti, i doveri e i rischi.

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