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La ricerca sulla natura dei confini di Alfa Pietta

Il via con la mostra di opere di Alfa Pietta, allestite nello spazio espositivo "Le Stanze", parte di un suggestivo complesso storico risalente al medioevo e che serba ancora buona parte del suo fascino.

E’ un progetto d’arte contemporanea al femminile quello che ha preso il via a Trescore alla biblioteca comunale, promosso dalla Pro Loco e patrocinato dal Comune.

Si tratta di un ciclo di mostre in calendario fino al prossimo ottobre, coordinate dagli artisti Raffaele Sicignano e Maurizio Bonfanti, che vede alternarsi alcune tra le personalità più interessanti e originali della ricerca pittorica, scultorea, grafica, concettuale attive sul territorio dagli anni Cinquanta ad oggi: Alfa Pietta, Maura Cantamessa, Giovanna Bolognini e un gruppo di studentesse selezionate dall’Accademia di Brera.
Il via con la mostra di opere di Alfa Pietta, allestite nello spazio espositivo “Le Stanze”, parte di un suggestivo complesso storico risalente al medioevo e che serba ancora buona parte del suo fascino.

L’artista bergamasca propone una trentina di lavori – opere a parete, installazioni, disegni – in una successione di ambienti particolarmente consona all’alternanza ritmica di pesi e misure dei pezzi in mostra, che vanno dall’appunto di piccolo formato a grandi “stele” alte fino a 3 metri.

Si parte con gli esordi pittorici di richiamo informale degli anni di formazione all‘Accademia Carrara, che già prefigurano un’inclinazione intimista nei colori e nell’uso dello spazio, si passa per i decenni della sintesi minimale, dove i pigmenti acrilici compongono morbidi pattern ed evolvono nel rarefatto lirismo di ampi “spazi vuoti”, si racconta infine l’evoluzione più recente, fatta di ricerca ostinata della tridimensione, di personalissime compenetrazioni di pitto-scultura, di superfici “aperte” all’interazione con lo spazio e con il fruitore.

Segno e luce, gravità e leggerezza, istinto e pensiero sono binomi che attraversano l’intera sua produzione: “un’avventura che mette in dubbio invece che affermare – ha scritto in proposito Alberto Veca nel 2006 – una ricerca sulla natura dei confini, dei limiti, anche della loro sindacabilità, della loro messa in discussione”.

A questo intento si presta perfettamente l’ambiguità tra progetto plastico e progetto pittorico di cui vivono opere come “Dittico” del 1990, “Stele” e “Volo” del 2000, che si articolano tra piani aggettanti e verticalità sospese, in bilico tra l’evidenza e l’enigma dell’icona e del totem.
Complici, in questa suggestione, materiali fragili e permeabili, garze tese o increspate, tessiture di carta e dissolvenze di colore, tenui tracce di cotone e di carbone, che conferiscono alle opere una levità irreale.

Più discrete e ripiegate su riflessioni esistenziali e letterarie, le carte e i libri d’artista riposti nelle teche intrattengono un sommesso dialogo con chi le osserva, fatto di memorie e citazioni, personali e “d’autore”, che sa dare voce a emozioni e inquietudini di portato universale.

Nell’ultimo ambiente, accuratamente allestito per valorizzarne il carattere di “studiolo”, si staglia nella penombra una lunga struttura affusolata in abete rosso del 1992, che ospita nel baricentro una tenue presenza di stoffa: estrema, raffinata sintesi, di quella tensione all'”infinito” che più definisce il cammino artistico, e interiore, dell’artista Alfa Pietta.
La mostra in via Roma 140 a Trescore, è aperta fino all’1 aprile nei seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 10 alle 12, dalle 14.30 alle 18; il sabato dalle 10 alle 12. Domenica e lunedì chiuso. Per info: Biblioteca 035942737.

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