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Processo delitto Yara, tocca a Bossetti parlare: ascolta cosa ha detto finora fotogallery video

Il carpentiere di Mapello nel corso delle precedenti udienze ha già chiesto e ottenuto di parlare in un paio di occasioni

Ora tocca a Massimo Giuseppe Bossetti parlare. Il carpentiere di Mapello potrebbe essere interrogato nel corso dell’udienza di venerdì 4 marzo, per il processo che lo vede imputato come unico autore dell’atroce delitto di Yara Gambirasio.

Dopo i vari esperti che hanno deposto sui diversi indizi a suo carico, e i parenti che hanno parlato nella precedente seduta, è arrivato il turno del 45enne.

Bossetti dal giorno del suo arresto, il 16 giugno 2014, si è sempre dichiarato innocente ed estraneo all’omicidio della giovane ginnasta di Brembate Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.

L’imputato, nel corso delle precedenti udienze, ha già chiesto e ottenuto di parlare in un paio di occasioni, per brevi dichiarazioni spontanee. Come quando un collega, Ennio Panzeri, aveva parlato di una presunta crisi con la moglie Marita Comi (Leggi qui).

O quando un altro collega, Claudio Andreolli, aveva raccontato di quando il muratore si era inventato un tumore per assentarsi dal cantiere (Leggi qui).

Il 45enne è poi intervenuto anche nel corso dell’ultima udienza, durante le domande alla moglie sulla ricerche a sfondo sessuale in internet, esclamando a voce alta: “Basta, è inammissibile!”.

Ma l’interrogatorio sarà molto più articolato. Presumibilmente Bossetti ribadirà anche di fronte alla Corte d’Assise quanto affermato nel corso degli interrogatori in carcere. Come il primo, per la convalida dell’arresto, di fronte al gip Ezia Maccora, in cui parlò anche dei rapporti con il padre di Yara. Ascolta:

O ancora quello in cui, qualche settimana dopo, il pm Letizia Ruggeri, svelò all’imputato che suo padre non è Giovanni Bossetti, ma Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999. Ascolta:

Le norme processuali prevedono che l’interrogatorio avvenga solo su richiesta o consenso dell’interessato. Il mancato via libera non può essere valutato dalla Corte in senso negativo, perché è una scelta che attiene alla strategia difensiva. Ma difficilmente Bossetti deciderà di non parlare.

L’imputato inoltre non è vincolato all’obbligo di rispondere secondo verità, né è imputabile di falsa testimonianza. Dire il falso può però comportare conseguenze dal punto di vista processuale.

L’interrogatorio di Bossetti dovrebbe prendere il via nel pomeriggio. Alla mattina toccherà agli ingegneri informatici Daniele Apostoli e Nicola Mazzini, due consulenti del pm Ruggeri che hanno analizzato i pc di casa Bossetti e che saranno contro interrogati dalla difesa.

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