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Crespi d’Adda, riprende la trattativa, il Comune rilancia sul parcheggio alla Minitalia

Comune di Capriate e gruppo Percassi si sono incontrati per cercare di oliare gli ingranaggi di una trattativa piuttosto complicata. Mediatori dell'incontro: Regione e Provincia, che hanno stilato il calendario dei prossimi rendez-vous.

Un accordo che soddisfi le parti. Non sarà facile, ma necessario al fine di rimettere benzina nel progetto di riqualificazione del sito di Crespi d’Adda.

Mercoledì 2 marzo, Comune di Capriate e gruppo Percassi si sono incontrati per cercare di oliare gli ingranaggi di una trattativa piuttosto complicata. Mediatori dell’incontro: Regione e Provincia, che hanno stilato il calendario dei prossimi rendez-vous.

Se inizialmente l’oggetto del braccio di ferro – che ha portato il gruppo Percassi a far saltare la trattativa nonostante avesse siglato un protocollo – erano gli oneri di urbanizzazione troppo elevati richiesti dal Comune, la partita si è poi spostata su un altro fronte, quello legato alla costruzione del parcheggio in zona ex-orti. Il che comporterebbe la cementificazione di un’area boscata di 30.000 metri quadrati adiacente alla fabbrica (l’equivalente di più o meno quattro campi da calcio) per fare spazio a un parcheggio da 400 posti auto.

Un’operazione non esattamente dal ‘pollice verde’, secondo il Comune di Capriate: “Ho sempre pensato che un nuovo proprietario in grado di rilanciare la fabbrica fosse una benedizione per il nostro sito, purché illuminato e consapevole dell’unicità di questo luogo”, ha commentato il sindaco Valeria Radaelli.

Desideroso di trovare un accordo, il Comune ha comunque concesso alla società di Antonio Percassi – l’Odissea srl – il benestare per la costruzione del parcheggio, purché non venga superato il limite concordato di 400 posti auto: il timore dell’amministrazione è che, rapportato ai 30.000 metri quadrati che lo ospiteranno, il numero delle auto possa sensibilmente aumentare: “Il progetto predisposto dal gruppo Percassi è di indiscutibile pregio e valore – ha sottolineato il sindaco Radaelli – ma non risolve il problema dell’accessibilità al sito. In zona esistono centinaia di posti auto al servizio del Parco Minitalia, usati prevalentemente il sabato e la domenica. Che senso ha costruirne altri quando è possibile utilizzare quelli che ci sono in condivisione, visto che le attività economiche terziario direzionali si riducono nei giorni festivi? Al contrario la scelta di sacrificare l’intera area boscata, oltre ad evidenti problemi di carattere paesistico, non risolve il problema dell’accessibilità all’area per un numero di veicoli stimato attorno ai 2.000 giornalieri”.

Evidentemente, tra i tanti punti di domanda, quello che più fa sudare freddo il Comune di Capriate è proprio legato al tema della viabilità: come rendere Crespi d’Adda il nuovo quartier generale di Percassi – con tutto ciò che ne consegue, si parla di migliaia di lavoratori a progetto concluso, progetto che prevede non solo gli uffici del gruppo, ma servizi come ristorante, foresteria, negozi… – senza intaccare la purezza e le specificità che lo rendono un sito unico al mondo? E ancora: sì a Percassi, ma a quale prezzo? La sensazione è che, ovunque la si tiri, la coperta risulti sempre un pizzico corta per soddisfare le richieste dell’una e dell’altra parte.

Se mai si dovesse raggiungere un’intesa, si dovrebbe procedere sulla falsariga di quanto appena avvenuto per il rilancio di San Pellegrino Terme: ovvero, attraverso un accordo di programma allargato e stilato a quattro mani (strada già suggerita dalla Regione in una lettera di pochi giorni fa).

E i cittadini, che ne pensano? Il paese è diviso a metà: chi considera Percassi l’ultimo treno da prendere al fine di rilanciare le sorti della fabbrica e dell’intera comunità; e chi teme l’impatto di un vistoso ‘lifting’ ambientale che possa alterare i lineamenti di una zona incontaminata e, non a caso, riconosciuta come patrimonio dell’UNESCO.

Ulteriori sviluppi sono attesi per le prossime settimane.

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