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“Alternanza scuola-lavoro, opportunità da non sprecare”

Cristina Bombassei ha illustrato alcune delle esperienze bergamasche più significative al convegno nazionale organizzato dal Club dei 15 di Confindustria.

Qualche istituto e diversi professori l’hanno forse vissuta come l’ennesima tegola in testa, mentre gli studenti più scanzonati come un’occasione di vacanza dagli odiati banchi. In realtà l’alternanza scuola-lavoro, inserita per legge da quest’anno a dosi massicce a partire dalle classi terze, licei compresi, rappresenta un’importante occasione di cambiamento.
“E’ una opportunità di grandissimo rilievo – sottolinea Cristina Bombassei, delegata di Confindustria Bergamo per l’education – sia per aggiornare le competenze dei ragazzi e allinearle con l’innovazione nei processi delle imprese, che per mettere in gioco le capacità progettuali della scuola e dei ragazzi e coinvolgere anche i docenti. Il nostro mondo ci crede, si sta spendendo. Bergamo è un punto di riferimento nazionale per le best practices, forte di un’esperienza più che decennale, visto che la collaborazione tra scuola e imprese ha preso avvio nel 2003, con circa mille studenti coinvolti in alternanza e stage, che sono saliti a quasi 9000 nello scorso anno scolastico solo per l’ alternanza, con l’obiettivo di toccare la soglia di 20 mila nel prossimo biennio”.
L’occasione per diffondere le migliori esperienze è stata offerta dal convegno nazionale “Alternativa…mente” organizzato a Mantova dal Club dei 15, nato in seno a Confindustria e che raccoglie le associazioni territoriali a più alta presenza manifatturiera. Durante l’incontro il ministro dell’istruzione Stefania Giannini ha annunciato la messa a punto entro giugno del registro nazionale delle imprese istituito presso le Camere di Commercio che prevederà un’area aperta e consultabile gratuitamente in cui saranno visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza.
In primo piano, al convegno, anche le esperienze più significative di Bergamo, illustrate da Cristina Bombassei durante la tavola rotonda. “L’alternanza – sottolinea – vede coinvolte le imprese a diversi livelli. Per quanto riguarda la curvatura delle competenze il nostro Gruppo Tessili ha, per esempio, lavorato con i docenti dell’Istituto Paleocapa per mettere a fuoco le competenze necessarie alle imprese e impostare programmi di alternanza scuola-lavoro per l’intero triennio, progettando interventi formativi specialistici, l’accesso ai laboratori aziendali, periodi di tirocinio. In altri casi c’è l’opportunità di coinvolgere i ragazzi in focus specifici, anche interscolastici, proposti da e con le imprese. E’ il caso di Gewiss, per esempio, sviluppa con due istituti un nuovo quadro elettrico: un istituto tecnico ha in carico la progettazione, un istituto grafico si occupa della promozione. Vinservice studia con un liceo classico gli impatti dell’economia circolare sul territorio: ne analizza gli effetti sui processi delle imprese e sviluppa un’indagine di mercato per comprendere la percezione dei consumatori. Il calzificio Bresciani sviluppa in collaborazione con un liceo delle scienze umane un nuovo logo da presentare al salone moda Pitti. Altra esperienza significativa quella del gruppo Radici che coinvolge alcuni ragazzi e i docenti dell’istituto Natta sui processi della poliammide: studenti e docenti, fianco a fianco, sono chiamati ad approfondire i processi e i prodotti e a proporre soluzioni innovative all’impresa”.
Confindustria Bergamo, con un ventaglio di proposte sempre più articolate, ha promosso la stretta integrazione fra scuola e lavoro ed è ora protagonista in prima persona di alcuni progetti. La legge prevede infatti che le convenzioni possano essere stipulate con aziende, ma anche con istituzioni, enti culturali, sportivi, ordini professionali e che possano essere adottate modalità alternative, come l’impresa formativa simulata e l’incontro con esperti e attività di project work in aula.

Diverse modalità per un unico obiettivo, quello di avvicinarci ai modelli europei più avanzati, in particolare quello tedesco, che coniuga il momento educativo con quello della formazione al lavoro e dà pari dignità ad entrambi.

Un obiettivo che è forse oggi più perseguibile perché la stessa sensibilità delle famiglie sta cambiando, soprattutto a Bergamo. Ne è una conferma anche il dato sulle iscrizioni alle superiori per il prossimo anno scolastico, in controtendenza rispetto a quello nazionale, che vede una generale crescita dell’interesse della formazione tecnica e due istituti cittadini, Paleocapa e Natta, raggiungere il record di adesioni.

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