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“Omicidio stradale? Pene lievi, nessuno mi ridarà mio fratello ucciso a 17 anni”

Giovanna Moleri, consigliere di Cividate, nel 2001 perse suo fratello Francesco in un terribile incidente in cui morirono in tutto cinque ragazzi, di cui solo uno maggiorenne: "L'automobilista che causò l'incidente fuggì. Ora vorrei l'ergastolo"

“Le pene per l’omicidio stradale sono troppo lievi. E nessuno mi ridarà mio fratello morto a 17 anni per la manovra di un’automobilista sconsiderato”.

Giovanna Moleri, 40enne consigliere comunale di Cividate al Piano, nel 2001 perse suo fratello Francesco in un terribile incidente in cui morirono in tutto cinque ragazzi, di cui solo uno maggiorenne, deceduto due anni più tardi a causa dei gravi traumi riportati.

Era la sera del 2 giugno 2001, un drammatico sabato rimasto nella memoria dei cittadini della Bassa per quella tragedia. Sei amici tra i 15 e 17 anni, intorno a mezzanotte, dopo aver trascorso la serata in un pub di Cortenuova, stavano tornando a Cividate a bordo dei loro scooter. Sulla stessa strada, la maledetta provinciale 101, teatro di diversi schianti mortali, viaggiava in auto un loro amico 19enne, che li stava raggiungendo pensando fossero ancora in quel locale.

“Secondo la ricostruzione che fece la polizia stradale – racconta la sorella di Francesco – il ragazzo alla guida dell’auto stava cercando di sorpassare un’altra vettura, ma il guidatore ostacolava la manovra. Quando ha iniziato il sorpasso, accelerando lo ha costretto a rimanere sulla corsia opposta per diversi metri. Fino al punto in cui stavano arrivando i sei scooter, che centrò in pieno. Mentre l’altro automobilista fuggì“.

Una carambola terribile, in cui morirono sul colpo tre giovani cividatesi: Pietro Caproni, Francesco Caramelli e Luigi Masotti. Tre giorni più tardi perse la vita anche Francesco Moleri. E due anni dopo Alberto, il 19enne in auto.

“I miei genitori, distrutti per quella tragedia, preferirono non proseguire per le vie legali. Io ero incinta del mio secondo figlio, e quando nacque lo chiamai proprio Francesco”, aggiunge Giovanna.

E dopo l’approvazione del decreto legge da parte del Governo che istituisce il reato di omicidio stradale (LEGGI QUI), per Moleri quella sera è come una ferita che si riapre: “Era ora, finalmente. A me nessuno restituirà mio fratello, però spero che questa norma possa far evitare tragedie come quella in cui perse la vita.

Anche se credo, e parlo da infermiera che ogni weekend soccorre molti feriti per incidenti stradali, che le pene siano troppo lievi. Penso, ad esempio, all’ergastolo per chi provoca incidenti mortali e guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti“.

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