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“Per salvare stalle e posti di lavoro serve moratoria sui debiti”

Crisi nera per allevamenti da latte e da carne bovina e suina, così Coldiretti Bergamo chiede una moratoria sui debiti per salvare allevamenti e stalle.

Tendere una mano agli allevamenti da latte e da carne bovina e suina stritolati da una crisi senza precedenti intervenendo con una moratoria sui debiti. E’ l’accorato appello lanciato da Coldiretti Bergamo per evitare il collasso di uno dei segmenti portanti dell’agricoltura bergamasca che da troppo tempo è costretto a lavorare con prezzi di vendita al di sotto dei costi di produzione.

“La situazione ha ormai toccato livelli drammatici – denuncia Coldiretti Bergamo – e per le aziende del comparto zootecnico il rischio della chiusura è ormai dietro l’angolo e di conseguenza per migliaia di persone si prospetta lo spettro della disoccupazione”.

Le stalle di bovini e suini in provincia di Bergamo negli ultimi tre anni hanno subito una forte contrazione (ne sono state perse quasi 200 unità). Per quanto riguarda il latte, nel solo periodo da luglio 2014 a ottobre 2015, quando il prezzo alla produzione aveva subito un drastico ribasso, gli allevamenti bergamaschi hanno visto andare in fumo ben oltre 32 milioni di euro.

La difficile situazione si sta protraendo ormai da troppo tempo e non si intravedono positive prospettive. Le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) sono scesi al disotto della linea di 1,20 centesimi al chilo che non coprono neanche i costi della razione alimentare. I bovini da carne sono pagati con valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che con il venir meno degli accordi rischia ora di essere in balia delle inique offerte dell’industria.

“L’incertezza per il prezzo del latte alla stalla ma anche un andamento di mercato altamente penalizzante per la carne di bovini e suini – sottolinea Coldiretti Bergamo – rendono necessarie misure straordinarie come una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi nonché un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia”.

Coldiretti Bergamo sollecita inoltre un’azione a livello europeo per affrontare una crisi dei prezzi che non è solo italiana ma che riguarda anche gli agricoltori tedeschi e francesi. Senza dimenticare il nodo strategico di una norma europea per l’etichettatura d’origine che non si limiti allo stabilimento di produzione ma che vada a identificare le materie prime.

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