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Cgil Bergamo gli iscritti sono 92.984: lavoratori e pensionati

Il segretario Luigi Bresciani: “Cifra stabile nell’arco di tutta la crisi, dal 2008 a oggi”.

Quanti lavoratori (e quanti pensionati) hanno scelto di iscriversi alla Cgil di Bergamo nel 2015? Il numero totale, con la serie storica dei tesserati dal 2000, i dati parziali suddivisi per categoria, ma anche gli iscritti suddivisi per genere, il numero dei lavoratori migranti e dei nuovi iscritti sono stati presentati mercoledì 2 marzo, in una conferenza stampa a cui hanno preso parte, oltre al segretario generale Luigi Bresciani, anche gli altri componenti della segreteria provinciale, cioè il segretario organizzativo Giuseppe Mascioli, Luciana Fratus, Eugenio Borella, Giacomo Pessina e Luisella Gagni.

Nel 2015 gli iscritti alla Cgil di Bergamo sono stati 92.984 tra lavoratori e pensionati (che sommati ai tesserati del comprensorio del Sebino, per ottenere il totale della provincia di Bergamo, permettono di raggiungere quota 97.521).

Il dato subisce una leggera flessione (-1,7%) rispetto al 2014 (quando gli iscritti erano stati 94.637).

“Se si mette a confronto la cifra del 2008 con quella dello scorso anno si nota quanto la nostra organizzazione, come del resto è stato per i sindacati in tutt’Italia, abbia mantenuto un livello stabile di iscrizioni, pur in un periodo di grave crisi e di perdita di posti di lavoro: la variazione percentuale è, infatti, impercettibile, pari a +0,2%” ha commentato Luigi Bresciani, segretario generale della CGIL di Bergamo.

“Non è accaduto lo stesso negli USA o in altri Paesi europei. Come siamo riusciti a mantenere il tesseramento costante in questi anni? Il merito va, innanzitutto, alla nostra presenza all’interno dei luoghi di lavoro: 2.300 delegati che quotidianamente svolgono attività sindacale al fianco dei lavoratori in tutta la provincia. Siamo, inoltre, ben radicati sul territorio, con molte sedi e oltre 200 attivisti volontari dello SPI-CGIL che mantengono vivi i nostri uffici. Ma è anche il sistema dei servizi (fiscali, previdenziali e di welfare) offerti dalla CGIL ad avere contribuito, in questo lungo periodo di crisi, ad attrarre lavoratori e pensionati”.

L’osservazione della serie storica dei dati del tesseramento (2008-2015) permette, indirettamente, di farsi un’idea dei settori che hanno subito più pesantemente le conseguenze della crisi e di quelli che sono riusciti a riassorbire lavoratori espulsi da altri comparti.

Fra le categorie sindacali con perdite di tesserati più consistenti compaiono quella dei trasporti e della logistica, il comparto di grafici e cartotecnici, quello tessile-chimico e l’edilizia. In forte aumento sono stati, negli ultimi otto anni, gli iscritti del commercio e dei servizi, a riprova del fatto che molti lavoratori del settore manifatturiero si sono ricollocati in questi ultimi comparti.

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