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Sette rate del mutuo saltate e la banca può venderti la casa: di’ la tua

Sta facendo protestare le associazioni dei consumatori e arrabbiare i cittadini il codicillo che permette alle banche di diventare proprietarie delle case acquistate attraverso un mutuo da loro erogato, se il debitore salta 7 rate di pagamento.

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Sta facendo protestare le associazioni dei consumatori e arrabbiare i cittadini il codicillo che permette alle banche di diventare proprietarie delle case acquistate attraverso un mutuo da loro erogato, se il debitore salta 7 rate di pagamento. In questo caso la banca può vendere la casa e incassare quanto le spetta senza passare dal Tribunale.

L’eventualità ha fatto scattare anche l’attacco delle opposizioni in Parlamento: “Hanno già aggredito i nostri stipendi, i nostri posti di lavoro, i nostri risparmi. Adesso vogliono mettere le mani sulle nostre case Renzi, #semitocchilaCasa degli italiani sarà un Vietnam dentro e fuori il Parlamento”, ha scritto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S).

In Commissione finanza riprenderà mercoledì l’esame del testo: si prospetta un acceso dibattito, anche se la Commissione fornirà un parere non vincolante. Peraltro, bisogna risolvere un giallo legislativo: lo stesso provvedimento è in trattazione nell’ambito della legge di delegazione europea e bisogna quindi sciogliere l’intreccio per procedere. Le opposizioni vorrebbero trattarlo in quell’ambito, che obbligherebbe il governo a passare dal giudizio dell’Aula e non solo delle Commissioni.

Il nocciolo della questione sta nel nuovo articolo 120 del Testo Unico Bancario, che disciplina i casi di “inadempimento del consumatore” evitando le procedure di esecuzione. La legge prevede che se il debitore salta il pagamento di sette rate del mutuo, il finanziatore può adottare le procedure per “gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti” e, tra queste, la banca e il sottoscrittore del mutuo possono inserire nel contratto la previsione che la casa ipotecata venga restituita alla banca, perché sia venduta, in caso si verifichino sette mancati pagamenti. In questo modo, la banca può rientrare del finanziamento, fatto salvo l’obbligo di restituire al consumatore l’incasso extra ricavato.

La ratio dovrebbe esser quella di snellire le procedure in caso di inadempimento del pagatore. Si sa che in Italia le escussioni immobiliari sono molto complesse e i tempi per realizzare un incasso da una casa pignorata sono di circa 7 anni. E’ uno dei fulcri del problema delle sofferenze delle banche. Con un simile procedimento, gli istituti potrebbero godere di una “garanzia” molto più forte per le loro erogazioni. Chi difende la norma, sottolinea come la vendita in tempi stretti sia un vantaggio anche per il debitore, che non vedrebbe il bene depauperarsi come avviene nel caso delle vendite giudiziarie e quindi avrebbe maggiori chances di incassare qualcosa. In un’ottica di sistema, quindi, i tecnici si aspettano un miglioramento delle disponibilità di credito da parte delle banche, con condizioni migliori per chi deve sottoscrivere un prestito.

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