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Adempimenti ed ostacoli, diventare avvocati è sempre più difficile

Giovanni Bertino, giovane avvocato di Bergamo, iscritto all'Associazione Provinciale Forense di Bergamo e componente del Direttivo nazionale dell’Associazione Nazionale Forense, scrive a Bergamonews ed evidenzia come la nuova disciplina per il conseguimento dell’abilitazione al patrocinio innanzi le giurisdizioni superiori sia vessata da adempimenti ed ostacoli.

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Gentilissima Direttrice, le scrivo in qualità di giovane avvocato di Bergamo, iscritto all’Associazione Provinciale Forense di Bergamo e componente del Direttivo nazionale dell’Associazione Nazionale Forense.

Ho letto sul vostro quotidiano l’articolo del 26 febbraio 2016 dal titolo ‘Senato, emendamento del bergamasco Guerini in soccorso ai giovani avvocati’ e i precedenti articoli sulla situazione attuale della classe forense e vorrei ringraziare Bergamo News per aver portato l’attenzione sul tema della giovane avvocatura, che nella nuova legge professionale è vessata da numerosi adempimenti ed ostacoli, fra i quali, per l’appunto, vi è la nuova disciplina per il conseguimento dell’abilitazione al patrocinio innanzi le giurisdizioni superiori.

A tal proposito l’Associazione Nazionale Forense, da sempre a fianco dei giovani avvocati, ha appoggiato l’iniziativa di alcune sedi locali, che hanno deciso di impugnare il regolamento attuativo dell’art. 22 della nuova legge professionale sul conseguimento del titolo di cassazionista, denunciando svariati profili di illegittimità costituzionale della nuova disciplina. Per l’appunto la sede di Bergamo dell’Associazione Nazionale Forense, ovverosia l’Associazione Provinciale Forense, ha manifestato la propria solidarietà all’impugnativa proposta al Tar del Lazio da 33 giovani colleghi di Bergamo e Milano, sostenendo il costo del contributo unificato del ricorso.

Rilevanti, a nostro giudizio, sono le censure di incostituzionalità della nuova legge.

In primo luogo vi è una notevole disparità di trattamento tra gli avvocati italiani e gli altri avvocati europei, che, qualora dovessero decidere di stabilirsi in Italia potrebbero diventare cassazionisti con l’automatico decorso di 12 anni di iscrizione all’albo, a differenza di quanto avviene per gli italiani che ora dovranno sostenere un complesso esame per ottenere l’abilitazione al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori.

In secondo luogo è censurabile l’applicazione di fatto retroattiva della nuova legge professionale, che coinvolge anche coloro che erano già iscritti all’albo prima dell’entrata in vigore della nuova legge professionale e avevano maturato il legittimo affidamento di poter diventare cassazionisti con il semplice decorso di 12 anni di iscrizione all’albo.

Stigmatizziamo, inoltre, i criteri per la preselezione per l’accesso alla Scuola Superiore dell’Avvocatura, la cui frequenza è necessaria per poter sostenere l’esame per l’abilitazione al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori.

Infatti gli avvocati mono committenti (i cosiddetti sans papier), di fatto dipendenti da un altro avvocato, non potranno mai raggiungere il requisito necessario per l’accesso alla preselezione, e cioè l’aver patrocinato nei quattro anni precedenti un determinato numero di procedimenti innanzi alle Corti di Appello, in quanto non sono mai direttamente firmatari di alcun atto.

Da ultimo segnalo che, a riprova dell’attenzione ai problemi delle nuove generazioni di professionisti, l’Associazione Nazionale Forense organizzerà proprio a Bergamo il prossimo 17 marzo un convegno di rilevanza nazionale sulla condizione della giovane avvocatura, alla luce degli ostacoli alla stessa imposti dalla nuova legge professionale a partire dal tirocinio. L’evento, a cui parteciperanno oltre al Segretario dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini anche il Presidente di Cassa Forense Nunzio Luciano e il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, tratterà inoltre il tema rilevante degli avvocati cosiddetti ‘sans papier’, ovverosia di fatto dipendenti da un altro avvocato, e degli aspetti previdenziali connessi.

Giovanni Bertino

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