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A Modena l’ennesimo pareggino: accontentiamoci, è un altro mattone-salvezza fotogallery

Dice il saggio: “Gli attaccanti devono stare fuori dalla propria area di rigore”. Una battuta, quella di Daniele Massaro: da ex attaccante e ora opinionista tv commenta così l’intervento di Borriello che provoca il rigore a favore del Carpi. “Un rigorino”, viene definito in realtà anche da un ex arbitro.

Purtroppo la legge dell’ex funziona stavolta al…contrario: prima Borriello rischia l’autogol deviando di testa in angolo e pochi minuti dopo commette fallo, anche se il rigore per gli emiliani è molto generoso.

A proposito, non per vittimismo ma per curiosità vale la pena ricordare che l’Atalanta dopo 27 giornate è la squadra che in serie A ha subito più rigori di tutte, 7. Però anche per la bravura di Sportiello, che ha negato il gol dal dischetto a Sansone (Sassuolo), Pogba (Juve) e Paloschi (Chievo), solo 3 sono finiti in rete. Uno è stato calciato alle stelle da Hamsik in Atalanta-Napoli. Dopo l’Atalanta ci sono con 6 rigori contro proprio il Carpi (5 realizzati), come l’Udinese (5) e la Roma (4), mentre la Fiorentina può vantare nessun rigore contro ed è anche la squadra che ne ha avuti di più a favore (7 su 7 segnati). La Juve, che arriverà a Bergamo domenica? Un solo rigore contro come l’Empoli (realizzati), mentre nessuno a favore ne ha avuto il Palermo e uno solo l’Udinese (sbagliato). L’Atalanta? Cinque rigori a favore e solo due realizzati.

Un altro dato, visto che va (purtroppo) di moda: a Modena l’ennesimo pareggino, ma non è l’Atalanta la primatista del campionato in questa particolare classifica: ora è a 9, più in là c’è il Verona con 12 pareggi e poi il Sassuolo con 11 (anche due vittorie più dei nerazzurri).

Che dire dopo l’occasione persa al “Braglia”? Siamo in quaresima e il digiuno continua, ora sono 12 partite senza vittoria: gli attaccanti non fanno gol e se non ci pensano loro…

Il dato positivo è che si guadagna comunque un punto sulla terzultima, il Frosinone, naturalmente anche sul Verona, sul Genoa. Si aggancia invece l’Udinese di Colantuono e si avvicina la Sampdoria, che dà un duro colpo al Frosinone.

Positivo è sicuramente il gol di Kurtic, che proprio contro l’Atalanta aveva segnato la sua ultima rete, nel settembre del 2014. Segno più anche per D’Alessandro, che ha offerto l’assist allo sloveno, tra l’altro per una rara occasione quest’ultimo in campo 90 minuti. Bene i difensori, il solito Masiello, Paletta con qualche incertezza iniziale al rientro in campo dopo l’infortunio e naturalmente Sportiello, uno degli ex.

E’ un’Atalanta operaia: si adatta a lottare con una squadra che punta molto sull’agonismo, un Carpi che tecnicamente è inferiore ai nerazzurri, ma questa differenza bisogna anche dimostrarla sul campo. E l’Atalanta non ha più questa forza: non vola più con le sue ali (una volta Maxi e Gomez), segna col contagocce, cerca di recuperare autostima mettendo se non altro il freno all’avversaria.

E come avevano fatto sul campo del Frosinone, i nerazzurri tornano imbattuti. Con qualche rimpianto, perché si può dare di più, ovvio.

Ma, dati i tempi, bisogna prendere quello che il piatto offre: se guardiamo gli uomini-chiave, Diamanti si impegna ma non incide così come Pinilla e poi Borriello. Tiene botta l’Atalanta dei mediani, da Kurtic a de Roon. Una buona… mensa, non siamo certo al ristorante da guida Michelin, ma in questo momento va così, dopo le abbuffate e il gioco scintillante dell’andata.

Non è certo allegro Reja, ma sarebbe stata crisi nera in caso di sconfitta.

Prendiamo il punticino come buono, un altro mattone verso la salvezza, che comunque bisognerà ancora sudare.

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