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“La cera di Roma” di Piangiamore in mostra alla Banca Popolare

Nel mese di marzo viene proposto il terzo appuntamento del progetto Art Up 2016 con l’esposizione di un’opera di Alessandro Piangiamore, artista vincitore nel 2015 del Premio Arte Cairo.

“Nel mese di marzo viene proposto il terzo appuntamento del progetto Art Up 2016, che ha preso avvio nel 2014, – dichiara Osvaldo Ranica, Direttore Generale di Banca Popolare di Bergamo –, con l’esposizione di un’opera di Alessandro Piangiamore, artista vincitore nel 2015 del Premio Arte Cairo, il quale realizza lavori che si manifestano come un prolungamento sensoriale e immaginativo del reale”.

La Cera di Roma #3 di Alessandro Piangiamore 
(2012 – cm 205 x 125×4 – candele in cera d’api, carnauba e cera di palma fuse)
L’opera è un lavoro in cera di grandi dimensioni ottenuto fondendo residui di candele recuperati dall’autore in diverse chiese della Capitale o dalle abitazioni di amici e conoscenti. La mescolanza tramite il calore di materiali acquisiti da situazioni e provenienze diverse, ha donato al lavoro una fisionomia, una colorazione del tutto casuali e una geografia formale dai contorni imprecisi. Appoggiata alla parete come una sorta di lapide profumata e screziata, l’opera è un ibrido a metà strada tra scultura e pittura in grado di innescare imprevedibili sensazioni e associazioni mentali.
“La Cera di Roma – dichiara Piangiamore – è un titolo che mira ad evocare un’origine del materiale costitutivo delle opere in questione, ovvero residui di candele raccolte nella città nella quale da un po’ di anni vivo. E’ un titolo che non intende fornire un significato, piuttosto spero contribuisca a favorire una visione altra, inaspettata (…). Quando ho iniziato a realizzare questo tipo di opere, non avevo contemplato il ruolo che il colore avrebbe esercitato, pensavo solamente a come ridare senso a del materiale fortemente caratterizzato da un punto di vista simbolico. Mi sono subito reso conto che l’aspetto formale più legato alla cromia non era facilmente gestibile all’interno del mio processo. Certamente anche la scelta della loro collocazione nello spazio, molto più vicina a quella classica dell’opera bidimensionale, contribuisce ad accentuarne l’ambiguità, rendendo labile il confine tra pittura e scultura”.

Alessandro Piangiamore (Enna, 1986)
Nel 2015, con l’opera La XXI cera di Roma, ha vinto la XVI edizione del Premio Arte Cairo. Le sue opere, che siano sculture, installazioni o fotografie, mantengono sempre una dimensione intima e poetica in cui è spesso il caso a determinare la forma finale. In equilibrio tra fisicità e astrazione, tra la volontà di partecipare al divenire delle cose e la necessità di uno sguardo “obliquo” capace di decifrarne i molteplici significati, i suoi lavori si propongono come un prolungamento immaginativo della realtà.
Tra le esposizioni più significative: Scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Pomodoro, Milano 2010; Paesaggio e gente di Sicilia, Palazzo Riso, Palermo 2010; Tutto il vento che c’è, GAMeC, Bergamo 2010; Voglio soltanto essere amato, MAGA, Gallarate 2011; Re-Generation, MACRO, Roma 2012; Il fascino discreto dell’oggetto, GNAM, Roma 2013; Meteorite in giardino, Fondazione Merz, Torino 2014; Primavera Piangiamore, Palais de Tokyo, Parigi 2014; Attorno ad una conchiglia vuota, Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2015.
Banca Popolare

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