BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Consiglio blindato e le minoranze abbandonano l’aula, Gori: una sceneggiata

Consiglio comunale di Bergamo chiuso al pubblico, nessuna diretta streaming e giornalisti allontanati dall’aula per la discussione delle dimissioni di Marzia Marchesi, presidente del Consiglio Comunale.

“Andate a ca…. anche voi delle minoranze”. Una frase infelice pronunciata da Marzia Marchesi, presidente del Consiglio comunale, al termine dell’assemblea di lunedì 15 febbraio.

A due settimane da quell’incidente istituzionale, il Consiglio Comunale di lunedì 29 febbraio è stato chiuso al pubblico e alla stampa dopo che le minoranze hanno chiesto le dimissioni di Marchesi.

La proposta è stata avanzata da Massimiliano Serra, consigliere del Pd, ed è stata votata dalla maggioranza: 18 voti favorevoli, 12 contrari e due astenuti (il sindaco Gori e la presidente Marchesi).

Non sono mancate le contestazioni alla proposta di Serra da parte delle minoranze. Franco Tentorio ha affermato: “E’ una proposta inaccettabile, si tratta di una discussione pubblica. Il mio parere è assolutamente contrario e gradirei sapere il parere del sindaco Gori sulla trasparenza per un tema come questo”.

Alla fine della discussione, l’aula del consiglio è stata riaperta al pubblico. E’ allora che le minoranze hanno deciso di abbandonare i lavori. 

“L’uscita dall’aula delle minoranze? Una sceneggiata premeditata, che denota scarso rispetto nei confronti dell’Istituzione e dei cittadini stessi che hanno votato i consiglieri di minoranza”. Il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori commenta così la scelta delle minoranze di uscire dall’aula alla ripresa del Consiglio Comunale dopo la discussione a porte chiuse degli ordini del giorno nei quali si chiedevano la censura e le dimissioni della Presidente del Consiglio Comunale Marzia Marchesi, per la ben nota vicenda dell’insulto a fine consiglio di due settimane or sono.

Gianfranco Ceci, nel motivare l’uscita dalla Sala consiliare, aveva sostenuto che le minoranze non si sentissero garantite nell’ambito del Consiglio: alla base di tali affermazioni vi è, secondo Ceci, il respingimento da parte della maggioranza delle richieste di effettuare un maggior numero e più brevi sedute di Consiglio e che la Presidente Marchesi non potesse più esprimersi sulla questione migranti.

“Una difesa d’ufficio da parte della maggioranza” l’aveva definita a più riprese Ceci.

“Sono tutte proposte che si discutono in Ufficio di Presidenza e non in Consiglio Comunale: – ha spiegato Simone Paganoni, Consigliere del Patto Civico – abbiamo chiesto alle minoranze di incontrarci proprio per discutere le loro proposte, non c’è stata nessuna preclusione, anzi, solo disponibilità a un dialogo”.

Alberto Ribolla, Lega Nord, ha rispolverato una vecchia lettera indirizzata a Marzia Marchesi nel giugno 2015. Leggi qui. 

Mentre Fabio Gregorelli del Movimento 5 Stelle ha dichiarato: “È stata veramente triste questa seduta e questa vicenda.  È stata un’aggressione nei nostri confronti. La strategia comunicativa dettata dall’alto ha schiacciato tutto e tutti. I capigruppo si sono incavolati quando ho chiesto chi gestisce l’agenda degli ordini del giorno e se la decidono strategicamente Giorgio Gori e Sanchez”.

Alle dichiarazioni delle opposizioni, la maggioranza ha risposto con i numeri: nel primo anno e mezzo di amministrazione Tentorio furono 34 i Consigli Comunali contro i 40 dell’Amministrazione Gori, 88 le delibere approvate contro le 135 di Gori, 67 ordini del giorno posti in votazione contro 66, 48 commissioni contro le ben 77 dell’Amministrazione di centrosinistra e infine 102 risposte a interpellanze contro 162.

“I numeri dimostrano – ha concluso il Sindaco Gori – quanto questa amministrazione abbia lavorato sodo, abbia portato tante delibere in votazione e quanto tempo abbia dedicato nel rispondere alle minoranze: per questo sono stati respinti gli ordini del giorno presentati dalla minoranza. Abbiamo dato molto spazio alle minoranze, si potrà forse fare meglio, ma di sicuro non c’è nulla di cui doversi scusare. Alla luce di tutto questo, è del tutto immotivato, pretestuoso e strumentale il gesto che ha concluso la sceneggiata, ovvero l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze”. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.