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Restauro del Donizetti: “l’impiccio” della stagione lirica

Se fosse un'opera sarebbe un'incompiuta. Il restauro del teatro Donizetti vive una nuova stagione, quella della sospensione.

Se fosse un’opera lirica sarebbe un’incompiuta. Il restauro del teatro Donizetti vive una nuova stagione, quella della sospensione. Una pausa senza ragioni espresse pubblicamente, ma che raccoglie divisioni e dubbi all’interno della maggioranza di Palazzo Frizzoni. E non solo.
I lavori di ristrutturazione dovrebbero in teoria iniziare il prossimo 2 aprile, ma la partenza è certamente rinviata. Ci vorranno ancora mesi per concludere le pratiche, tra cui il bando a evidenza pubblica.

Il nodo principale è legato alle modalità e alla tempistica della ristrutturazione. Per intervenire con un importante restauro sul teatro Donizetti  serve un anno e mezzo. Più o meno come avvenne per La Scala di Milano.

Un anno e mezzo senza spettacoli.

Ora: la stagione della prosa si sposterebbe al Palacreberg (nato proprio più di un decennio fa per permettere di chiudere e restaurare il Donizetti), il festival pianistico traslocherebbe al Teatro Sociale in Città Alta.

Ma la lirica? La stagione lirica non sembra trovare spazi adeguati. E il direttore Francesco Micheli non accetterebbe di saltare una stagione intera, piuttosto, si dice, lascerebbe Bergamo. Dove il suo arrivo, diciamolo, ha dato una svolta al rilancio del compositore cittadino e di tutto quello che è legato all’opera, al prestigio e al turismo culturale.

Per rispondere all’esigenza della stagione lirica è stato previsto un calendario di lavori “spacchettato”:  ad aprile l’avvio dei lavori, per la parte uffici del teatro; in estate un primo importante intervento. Quindi da ottobre a dicembre stop per consentire il calendario della lirica con due opere minori di Donizetti e altri titoli. Chiusa la stagione operistica , da gennaio a settembre 2017 il secondo lotto del cantiere con centinaia di operai spalmati su più turni (anche di notte) per consegnare in tempo il nuovo teatro alla stagione lirica nell’ottobre 2017 con grandi titoli di richiamo internazionale.
Un’operazione, questa del restauro in due tempi, che costa molto più del previsto e che gioca tutto sul rischio del cantiere aperto 24 ore su 24 per otto mesi nel 2017.
Più d’uno, non solo in Giunta ma anche tra i tecnici, ha espresso perplessità.

A caldeggiare lo stop-and-go dei lavori è soprattutto Giorgio Gori, sindaco manager che ama fare (l’ha già dimostrato in più occasioni), che non ama i rallentamenti  e che meno di tutti vorrebbe perdere una star della direzione artistica nel campo della lirica, facendo cambiare marcia alla città.
Che cosa succederà ora? La risposta sta nel secondo atto di quest’opera. Atto che non si sa quando dovrebbe iniziare.

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