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L’ex Carpi Stefano Vecchi: “Crisi Atalanta? No, è solo questione di fiducia”

“La crisi dell’Atalanta? Questione di fiducia. La medicina migliore sarebbe una vittoria, con quella si guarirebbe subito”. La ricetta è di Stefano Vecchi, allenatore emergente, oggi in testa alla classifica del campionato con la Primavera dell’Inter.

Non è un doppio ex ma è bergamasco di Bergamo e conosce bene gli emiliani, che nella stagione 2013-2014 ha allenato in B fino all’esonero in marzo, con la squadra a metà classifica.

“Non è il Carpi dell’andata”, mette subito in guardia Vecchi. Cioè quello che aveva perso 3-0 a Bergamo, quando in panchina c’era Sannino. Poi è tornato Castori, l’allenatore della promozione. E Vecchi spiega: “All’inizio pur essendoci persone molto competenti non c’era grande chiarezza nel progetto, non c’era unione di intenti. Adesso si è deciso di dare continuità, con l’allenatore e il gruppo che si era conquistato la promozione in A e stanno facendo bene, secondo me negli scontri diretti possono dire la loro, hanno la mentalità per giocarsi la salvezza fino all’ultimo. Li ho visti contro l’Inter e a parte l’1-1 hanno messo in difficoltà la squadra di Mancini più di una volta”.

Ma naturalmente Vecchi ha seguito anche l’Atalanta: “Eh già, quattro-cinque volte, ero al Comunale anche per la partita con la Fiorentina. E per un’ora l’Atalanta se la stava giocando alla pari, poi… è girato tutto a favore dei viola”.

Ma come si spiega il tecnico (ex Tritium, Colognese, Mapello) questa crisi nerazzurra? “Secondo me è questione di fiducia. Tre-quattro mesi fa giocava e venivano anche cose difficili: facevo proprio queste considerazioni confrontando con lo scorso campionato, perché in questa prima parte la squadra si prendeva anche dei rischi ma le riusciva tutto e giocava molto bene. Adesso gli ultimi risultati hanno fatto venire meno le certezze che c’erano prima: servirebbe una vittoria per ritrovare tranquillità e gioco. Perché adesso l’Atalanta fa fatica”.

Stefano Vecchi

Può essere Diamanti l’uomo capace di prendere in mano la squadra? “Sicuramente Diamanti ha personalità e qualità per dare una mano, ma basta una partita per dare la svolta. Il problema è che adesso giocano col peso di non riuscire a vincere, a fare gol. Per fortuna tante altre squadre sono messe peggio”.

Pinilla e Borriello: tutti aspettano i loro gol. E’ il mal di gol il problema più grosso dell’Atalanta in questo momento? “Pinilla a sprazzi è un ottimo giocatore, ha bisogno di trovare la scintilla… e Borriello deve recuperare la condizione migliore, quella è la chiave: da un paio d’anni si sta cercando l’alternativa a Denis, speriamo che a questo punto emergano le qualità di questi attaccanti. Vero che la squadra sta facendo fatica a concretizzare, ma anche ultimamente nonostante non abbia brillato e sia stata meno bella… beh le occasioni gol ci sono state, anche contro la Fiorentina. Poi un giocatore dev’essere orgoglioso di giocare nell’Atalanta e in una piazza e uno stadio caldo come quello di Bergamo”.

Ma, da collega, che impressione le fa vedere ora in discussione anche Reja? “E’ il destino degli allenatori. Succede soprattutto quando si creano certe aspettative, la squadra va molto bene e si comincia a parlare di Europa League che a mio modo di vedere è eccessivo, l’Atalanta deve pensare a salvarsi e mantenere la serie A. Comunque credo che Reja stia facendo bene, ancora adesso ci sono dietro l’Atalanta squadre più attrezzate”.

Quindi Carpi-Atalanta sarà una sfida a nervi tesi? Vietato perdere: “Tutte e due si giocano molto, loro possono agganciarsi al treno salvezza, l’Atalanta rischia se si fa mettere sotto, ma può anche chiudere il discorso lì se vince. Il Carpi ha dimostrato che anche contro squadre forti se la può giocare: li conosco bene, da Di Gaudio a Lasagna hanno la capacità di ribaltare l’azione e colpire. Rispetto all’andata la situazione è completamente diversa, ora sfruttano le caratteristiche dei giocatori che hanno vinto in serie B. Perciò l’Atalanta deve stare molto attenta a pensare di poter fare la partita ma soprattutto non deve concedere spazi. E comunque ha solo bisogno di ritrovare fiducia, ci vuol poco…”.

Il futuro di Vecchi? “Io sono contento della mia scelta, sono in una grande società, posso confrontarmi con un allenatore come Mancini. Chiaro che l’ambizione ce l’ho, ma vorrei valutare la situazione. Allenare in A? Prima” sorride Vecchi “bisogna essere capaci”. Magari rifacendo gavetta in B.

In bocca al lupo a Stefano Vecchi… e naturalmente all’Atalanta.

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