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Episodi di razzismo nella sede di Facebook, e Zuckerberg s’infuria

Una scritta pro comunità black cancellata dalla "lavagna dei pensieri" di Menlo Park ha scatenato la reazione del fondatore del social network.

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Nel quartier generale di Facebook, in California, c’è un muro sul quale i dipendenti sono invitati a scrivere ciò che vogliono. Sulla parete, lo slogan Black lives matter (le vite dei neri contano), è stato più volte cancellato e sostituito con All lives matter (tutte le vite sono importanti).

La reiterazione del gesto ha spinto Mark Zuckerberg, l’informatico e imprenditore statunistense noto per essere uno dei cinque fondatori del social network, a schierarsi nettamente contro l’episodio di carattere razzista e inviare un messaggio di rimprovero ai suoi dipendenti: “Nonostante abbia già comunicato chiaramente che ciò è inaccettabile, è accaduto di nuovo. Ero già molto deluso da questo comportamento e ora lo sono ancora di più”.

“Le vite dei neri sono importanti’ non significa che le altre non lo siano, è semplicemente chiedere che la comunità nera ottenga la giustizia che merita”, ha spiegato Zuckerberg. “Cancellare qualcosa scritto da un’altra persona significa metterla a tacere e credere che l’opinione di una persona sia più importante di quella di un’altra”.

Lo slogan “black lives matter” era comparso nel 2012 dopo la morte di Trayvon Martin, un ragazzo nero di diciassette anni freddato da un poliziotto.

Un piccolo dato: il fondatore del social più usato nel mondo da anni si prodiga per diversificare la sua forza lavoro. Nonostante i tentativi, però, gli impiegati di Facebook neri non superano il 2%.

 

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