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Al KilometroRosso apre uno spazio co-working: ecco il bando

Il KilometroRosso diviene scenario per un nuovo spazio di coworking, un’iniziativa voluta fortemente dall’Associazione Bergamo Smart City & Community e dall’Amministrazione comunale. Sei postazioni gratuite: bando online sul sito www.bergamosmartcity.com

Il KilometroRosso diviene scenario per un nuovo spazio di coworking, un’iniziativa voluta fortemente dall’Associazione Bergamo Smart City & Community e dal Comune di Bergamo: un’azione che rappresenta una risposta alla mancanza di spazi per i giovani, con l’obiettivo di attivare collaborazioni e di agevolare la nascita di idee innovative al servizio della collettività.
Sono previste sei postazioni e il bando è aperto sia a singoli soggetti, ma anche a gruppi. Per entrare a far parte dello spazio ubicato nel polo tecnologico bergamasco, basterà rispondere al bando che sarà pubblicato per un mese sul sito www.bergamosmartcity.com, destinato a giovani tra i 18 ai 35 anni: le domande che perverranno saranno vagliate da due tecnici del Comune di Bergamo, da un rappresentante dell’Associazione Bergamo Smart City & Community, uno del KilometroRosso e uno del protocollo P@sswork.

Uno spazio che entra a far parte appunto della rete P@sswork, nell’ambito della quale diversi spazi sono già stati aperti nella bergamasca (Toolbox CGIL di via Pignolo, il FabLab al Patronato San Vincenzo, lo spazio EcoWorking ad Almè, e altri due luoghi di coworking, a San Giovanni Bianco e Alzano Lombardo).

Una forma un po’ diversa di coworking, – sottolineano il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’Assessore all’Innovazione Giacomo Angeloni – solidale anche nel senso della creazione di relazioni solide, pienamente aderente alla filosofia dell’Associazione Bergamo Smart City: l’associazione si pone come luogo privilegiato per la definizione di una strategia d’innovazione del territorio.”

L’obiettivo dichiarato è quello di provare a rapportarsi con contesto d’eccellenza, ovvero il polo tecnologico del Kilometro Rosso, fornendo uno sguardo e idee sulle forme e i modelli della Smart City di domani. Un coworking solidale, perché gratuito, e soprattutto “perché – come spiega Marco Toscano di P@sswoork – le idee che emergeranno potranno ritornare al territorio (ad esempio progetti di energie sostenibili o di mobilità a favore della comunità o interventi da tenersi nelle scuole o corsi di formazione) ed essere messe a frutto in sinergia con le istituzioni del territorio.

“Si tratta, a mio avviso, – dichiara Maria Carolina Marchesi, Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo – di un’occasione per i giovani di sperimentarsi, in una dimensione di condivisione e collaborazione, nell’ambito di un percorso che sottolinea la responsabilità collettiva che emerge dalle attività, che avranno necessariamente un forte legame con il territorio e con il mondo dell’impresa.”

L’Associazione Bergamo Smart City & Community metterà inoltre al lavoro un coordinatore che, per oltre 350 ore annue, supporterà i coworkers, in modo da agevolare la collaborazione e la sinergia con le istituzioni coinvolte e rendere più praticabili le idee dei giovani.

“Credo che questa iniziativa racchiuda un livello di intesa importante – sottolinea don Cristiano Re in rappresentanza dell’Associazione Bergamo Smart City & Community– che cerchiamo di sperimentare dentro l’Associazione Smart city, un’azione che richiama un pensiero preciso sotteso alle attività della Bergamo Smart City. Il lavoro diviene elemento di promozione del singolo dentro a una struttura decisamente più ampia: ognuno può portare ciò che è capace di fare in un contesto di forte e stretta relazione con gli altri, esprimendo le proprie capacità con una finalità condivisa. Si tratta di un progetto che punta non solamente alla solidarietà, ma è teso alla solidità intesa come ritorno su se stessi e sul territorio delle proprie competenze messe a disposizione degli altri”.

“Uno spazio di questo genere è perfettamente coerente con la nostra mission: – spiega Leonardo Marabini del KilometroRosso – uno spazio che somiglia al Kilometro stesso, attraverso la condivisione di un unico luogo fisico, l’espressione della diversità come valore aggiunto, ma anche la necessità di una ricaduta sul sociale. Non a caso si troverà nel cuore pulsante del polo tecnologico, a dimostrazione della volontà di dare centralità alle idee e all’impegno dei giovani che parteciperanno a questo progetto.”

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