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Telgate, sindaco criticato per i nuovi cartelli querela capogruppo di minoranza

Il capogruppo di minoranza Fabio Turani annuncia di essere stato querelato dal sindaco Fabrizio Sala per uno scritto sulla questione dei cartelli stradali: “Dove sta la libertà di esprimere la critica?”.

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E’ ancora scontro a Telgate per i nuovi cartelli che recitano “Paese del Santo Crocifisso”: una diatriba iniziata tra i banchi del consiglio comunale e che ora proseguirà tra quelli del Tribunale. Il sindaco Fabrizio Sala, infatti, ha deciso querelare il capogruppo di minoranza Fabio Turani per una nota pubblicata sul proprio sito internet pertelgate.org, considerando diffamatorio il pensiero espresso lo scorso 7 febbraio.

E dunque la querela arrivò, puntuale – commenta con amarezza Turani – Il sindaco ha deliberato la scorsa settimana che il mio scritto sul Santo Crocifisso fosse diffamatorio e ha dunque incaricato un legale di perseguire il reato contro di me. E’ per loro più semplice mettermi a tacere che rispondere puntualmente. Scagliandomi contro i loro avvocati, ben sapendo che io dovrò difendermi da solo (a spese mie) mentre loro godranno della tutela legale dell’ente. È il destino crudele di chi si oppone a costoro: essere schiacciati, irrisi, controllati, isolati. Dove sta la libertà di esprimere la critica, dunque?”.

Archiviata, si fa per dire, la questione querela, Turani punzecchia sindaco e amministrazione comunale sui punti chiave già oggetto di attacchi in passato: “Perchè non mi hai querelato per le numerose critiche che ho rivolto a te e a tuoi sull’irragionevole pressione fiscale nei confronti dei cittadini e delle imprese, sullo scarso impegno sui terribili problemi ambientali di Telgate, sui ricorsi che hai perso a ripetizione sulla discriminazione, sull’inefficienza della macchina comunale, sui costi ingiustificati per iPhone e Expo? Erano forse temi minori, questi?”.

Il sindaco, interpellato sulla questione, è stato categorico: “Posso accettare la critica politica ma non l’attacco personale e sistematico nei miei confronti e nei confronti dei miei collaboratori, dipinti come se fossero dei miei sudditi – spiega Fabrizio Sala – Si può criticare la scelta dal punto di vista amministrativo, posso accettare che mi venga dato dell’incapace ma non certe illazioni nei miei confronti, dicendo che le mie azioni sono finalizzate al raggiungimento di scopi personali”.

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