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Osservata l’origine di un lampo radio: il bergamasco Possenti tra gli autori della scoperta

C’è anche l’astrofisico bergamasco Andrea Possenti, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari, tra gli autori della ricerca, pubblicata il 25 febbraio, sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, che annuncia la scoperta del luogo d’origine di un lampo radio

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C’è anche l’astrofisico bergamasco Andrea Possenti, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari, tra gli autori della ricerca, pubblicata oggi, 25 febbraio, sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, che annuncia la scoperta del luogo d’origine di un lampo radio, una categoria di enigmatici segnali radio, della durata di appena qualche millisecondo, che appaiono senza preavviso nel cielo. Ne dà notizia il notiziario di informazione spaziale Orbiter, diretto da Eugenio Sorrentino, che riprende una nota dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Il risultato è stato ottenuto per la prima volta grazie alle osservazioni condotte con telescopi ottici e radiotelescopi e ha permesso di confermare l’attuale modello cosmologico che descrive la distribuzione della materia nell’universo. La sorgente del lampo radio è stata individuata, partendo dal primo segnale rilevato da un radiotelescopio australiano il 18 aprile 2015, in una remota galassia ellittica, distante circa 6 miliardi di anni luce da noi.

“A 8 anni dalla identificazione del primo lampo radio – spiega Andrea Possenti – è stato finalmente possibile stabilire il luogo di nascita di uno di questi eventi. Grazie a ciò, l’identikit dei possibili ‘genitori’ può essere circoscritto a eventi catastrofici, altamente energetici e non ripetitivi”.

I lampi radio sono registrati prima alle frequenze di osservazione più elevate e solo in seguito a quelle inferiori: tale fenomeno, noto come dispersione, è legato alla quantità di materia ordinaria che il segnale ha attraversato prima di giungere fino a noi. Per il lampo radio del 18 aprile 2015 i ricercatori hanno avuto simultaneamente a disposizione una misura della massa totale attraversata e della distanza percorsa dal lampo. Informazioni che, combinate, hanno permesso di “pesare” la materia ordinaria presente nell’Universo.

Oggi i modelli teorici predicono che l’universo sia composto per il 70% di energia oscura, per il 25% di materia oscura e per il 5% di materia ordinaria, quella di cui facciamo esperienza quotidiana. Tuttavia gli astronomi, pur facendo la lista di tutta la materia ordinaria che osserviamo nelle stelle, nelle galassie e nelle vaste regioni permeate di idrogeno diffuso, erano riusciti finora a identificare solo circa la metà della materia ordinaria attesa: il resto non poteva essere visto direttamente, ed è stato dunque denominato come “materia mancante”.

È la prima volta che un lampo radio viene utilizzato per condurre una misura cosmologica. “La conferma – aggiunge Possenti – che almeno una frazione di lampi radio proviene da distanze lontanissime certifica l’apertura di una nuova era nella cosmologia osservativa, in cui gli stessi lampi radio potranno giocare un ruolo complementare a quello di altri indicatori cosmologici, come le supernovae”.

 

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