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Da Christo a Escher e Yoko Ono: le più belle mostre del 2016

Calato il sipario su Expo Milano 2015 con le sue mostre collaterali, resta ricco per il 2016 il carnet di eventi d'arte dal Nord al Sud del Paese. Ci soffermiamo su una manciata di appuntamenti più "a portata di mano", da Merano a Forlì.

Tra le mostre italiane top five del 2015, Van Ghogh, Chagall, Leonardo – allestite a Palazzo Reale – hanno sfruttato appieno l’onda di Expo, sforando senza difficoltà la quota dei 300mila visitatori.
Calato il sipario sulla Fiera internazionale, resta ricco per il 2016 il carnet di eventi d’arte dal Nord al Sud del Paese. Ci soffermiamo su una manciata di appuntamenti più “a portata di mano”, da Merano a Forlì.
Mentre Christo, guru della Land art, stende sul lago d’Iseo i suoi “Floating Piers” , con apertura al pubblico tra giugno e luglio, Palazzo Reale ospiterà, a partire da luglio, Escher, uno dei miti della grafica europea del Novecento, le cui vertiginose carte hanno già avuto straordinario successo di pubblico a Roma e Bologna lo scorso anno (e, ancora, a Treviso, fino al prossimo aprile).

L’artista olandese darà così il cambio, nella sede di Piazza Duomo, alla mostra “Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Epoque alla Grande Guerra”, che da inizio febbraio accompagna il visitatore attraverso miti, sogni, incubi europei tra Otto e Novecento: 21 sezioni, cento opere, di cui alcune per la prima volta in Italia, una selezione di artisti europei tra cui Odillon Redon, Holder, Moreau, Klinger, Segantini, Sartorio, Previati.

Una buona rassegna, per chi subisce il sottile fascino del clima decadente e dei suoi “fiori del male”.
A Torino invece, a Palazzo Chiablese, è in scena, fino a maggio, l’inossidabile “joie de vivre” di Matisse in compagnia di alcuni suoi contemporanei: dalla collezione del Centre Pompidou in mostra 50 opere del padre delle avanguardie e dipinti, tra gli altri, di Picasso, Modigliani, Renoir, Léger, Braque.
Per chi predilige la fotografia, la body art, il femminile tout-court, Merano propone fino ad aprile “Gestures. Women in action”, uno sguardo trasversale da Yoko Ono a Marina Abramovic, scatti d’autore, video, performance, oggetti e collage, che esplorano il tema del corpo femminile in chiave di lotta e di protesta civile, nelle eccentriche fogge che hanno animato mezzo secolo di impegno sociale e caratterizzato un’intera epoca sul fronte dei valori e del costume.
Se vi siete persi a Milano Ai WeiWei, l’artista cinese oggi più conosciuto al mondo, attivista politico perseguitato dal regime di Pechino, Palazzo Strozzi a Firenze ospiterà a patire da settembre una serie di sue installazioni prodotte ad hoc, in dialogo tra codici espressivi contemporanei e spazi rinascimentali: per la prima volta il palazzo sarà utilizzato come spazio espositivo unitario, unendo Cortile, Piano Nobile e Strozzina.
Ma tra gli appuntamenti imperdibili di questa primavera, per veri appassionati di storia dell’arte, c’è senz’altro una mostra originale, lontana dai format “blockbuster” sempre più diffusi: “Piero della Francesca: indagine su un mito“, fino a giugno ai musei San Domenico di Forlì.

La rassegna ospita sì qualche importante dipinto del maestro del Quattrocento, ma come si sa i suoi lavori sono per lo più inamovibili: e dunque, in visione si susseguono 250 opere tra pitture, libri, documenti di grandi nomi dell’arte e di storia della critica, dal Rinascimento al Novecento, che sono stati influenzati dal genio di Piero: antesignano, per il “secolo breve”, di quel ritorno all’ordine che ha caratterizzato l’arte a partire dal primo dopoguerra, da De Chirico, a Morandi, da Campigli a Balthus.

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