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Agronomia, 11 contenziosi aperti per il recupero crediti

Flai-Cgil e Ufficio Vertenze di Bergamo: “Ordini in aumento? Allora l’azienda paghi gli stipendi arretrati, la maternità mai corrisposta e la cassa integrazione”. Fissato per il 10 marzo il primo incontro del Tavolo in Provincia.

Dopo la risposta che Agronomia s.c.a r.l in liquidazione ha fornito a mezzo stampa al sindacato, escludendo l’ipotesi di una delocalizzazione all’estero e, anzi, riferendo l’attivazione “da quasi due mesi di un turno domenicale (…) per ordini in netto aumento”, intervengono ora la Flai-Cgil di Bergamo e l’Ufficio Vertenze della Cgil provinciale.

 

“Al momento abbiamo ancora aperte 11 vertenze per recupero crediti contro il Consorzio. Se davvero per l’azienda gli affari vanno bene è giunto il momento di pagare quanto dovuto ai propri lavoratori, cioè le mensilità arretrate (con un caso estremo di salari non erogati da 8 mesi a cui va aggiunta la malattia a carico Inps, già percepita dalla s.c.a r.l ma non corrisposte al lavoratore), i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e l’indennità di maternità ancora non corrisposta” riferisce oggi una nota di Flai-Cgil e Ufficio Vertenze provinciale.

“Su quest’ultimo caso abbiamo sporto denuncia agli organi competenti: le parti sono state, così, convocate dall’Ispettorato del Lavoro, ma il giorno della conciliazione monocratica l’azienda non si è nemmeno presentata”.

 

“La ristrutturazione annunciata non ci convince per nulla, anzi desta diversi sospetti: per quale motivo, se si trova in fase di rilancio e di buon andamento degli ordini, l’azienda non è in grado di onorare piccoli debiti con i propri lavoratori?” continua la nota.

“Ci chiediamo poi come l’attivazione di un turno di lavoro domenicale possa essere compatibile con la fruizione di una cassa integrazione ordinaria per calo di lavoro temporaneo?”.

 

Infatti, nella richiesta di esame congiunto per l’ottenimento della Cassa ordinaria presentata il 17 novembre 2015, l’azienda parla di “continua e persistente crisi generale dei consumi e conseguente forte contrazione degli ordini che ha investito la normale attività dell’azienda”.

 

“Dall’ultima visura camerale, la scorsa settimana, poi, Agronomia Spa continua a comparire come società controllata al 100% da Borsa Italiana: una vera anomalia (ripetiamo ormai da due anni), visto che Borsa Italiana non ha partecipazioni dirette in nessun’altra azienda produttiva. In passato ci è stato risposto che si tratta di un errore. Possibile che in due anni non si sia trovato il tempo di risolverlo? Saremmo contenti di assistere alla crescita e allo sviluppo di quest’azienda se al buon andamento annunciato sulla stampa corrispondesse una reale crescita dal punto di vista produttivo: ci sembra che l’azienda sia più preoccupata a rassicurare il mercato azionario che i propri lavoratori sul loro futuro occupazionale”.

Intanto è già stato convocato il primo incontro del Tavolo Provinciale chiesto da Flai-Cgil e Fai-Cisl lunedì scorso: in tempo record è stato fissato per il 10 marzo. “Ringraziamo per l’attenzione e la sollecitudine con cui il Presidente Matteo Rossi ha raccolto il nostro invito. Auspichiamo che in questo incontro, quindi, Agronomia ci illustri il Piano industriale approntato per il rilancio”.

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