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Caso Yara, in Aula la famiglia di Bossetti per cercare di scagionarlo foto

Oltre ai familiari dell'imputato, nella stessa udienza sono chiamati a testimoniare Alma Azzolin e Rofoldo Locatelli

Dopo averlo fatto in tv e sui giornali, proveranno anche in Aula a urlare l’innocenza del loro caro.

Appuntamento alle 9.30 di oggi, mercoledì 24 febbraio, al tribunale di via Borfuro a Bergamo, per una delle udienze più delicate del processo a Massimo Giuseppe Bossetti, unico imputato per il brutale delitto di Yara Gambirasio.

Di fronte alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja, sfileranno la madre del carpentiere di Mapello, Ester Arzuffi, il fratello Fabio, la moglie Marita Comi, il cognato Agostino Comi e l’altro cognato Osvaldo Mazzoleni, al quale Bossetti telefonò alle 17,45 del 26 novembre 2010, la sera dell’omicidio di Yara. Tutti concordi sul fatto che “Massi” non c’entri nulla con questa vicenda. Proveranno a spiegarlo anche alla Corte che tra poche settimane emetterà la sentenza.

Le domande del pubblico ministero Letizia Ruggeri e degli avvocati delle varie parti, dovrebbero avere come obiettivo quello di ricostruire la personalità di Bossetti e da lì capire se possa essere in grado di uccidere una ragazzina.

Oltre ai familiari dell’imputato, nella stessa udienza sono chiamati a testimoniare Alma Azzolin e Rofoldo Locatelli.

Azzolin, di Trescore Balneario, è la donna che aveva dichiarato ai carabinieri di aver visto Bossetti nel settembre 2010 in auto in compagnia di una ragazzina, nel parcheggio di fronte al centro sportivo di Brembate Sopra, frequentato anche da sua figlia.

Dopo di lei sarà il turno di Locatelli, il compagno di cella di Bossetti che aveva raccontato al pm Ruggeri che il carpentiere mentre guardava la televisione o leggeva i giornali, mostrava interesse per ragazzine di 15, 16 e 17 anni con i fuseaux.

 

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