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Percorso di convivenza tra predatori e pastori sulle Orobie: si cercano volontari

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Uomo e animali, pastori e grandi predatori. Gli abitanti delle Orobie si dicono disposti a una nuova convivenza. Merito di “Pasturs”, il progetto messo in campo da Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo e con il contributo di Fondazione Cariplo, per ridurre i rischi conseguenti alla presenza dei grandi predatori sulle Orobie.

Un percorso di nuova consapevolezza, presentato martedì 23 febbraio, presso la sede del Parco delle Orobie Bergamasche Albino, alla presenza di Mauro Belardi, presidente Cooperativa Eliante, Yvan Caccia, presidente del Parco e Anna Valle presidente di WWF Bergamo – Brescia. Il percorso porterà alla formazione di volontari che forniranno ai pastori un valido aiuto per gestire la convivenza con i predatori.

“Un travaso di conoscenze che, siamo certi, permetterà di gestire i conflitti nel modo migliore, riducendo il rischio di danni economici per le attività e, al tempo stesso, di bracconaggio per gli animali. Da sempre, infatti, ci impegniamo per difendere l’ambiente, per rendere lo sviluppo della società compatibile con gli ecosistemi naturali e siamo convinti che Pasturs potrà essere di grande aiuto in questo”- ha commentato Mauro Belardi, presidente Cooperativa Eliante Onlus.

Migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori, infatti, permetterà di ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti da possibili incursioni, evitando, al tempo stesso, l’estinzione di specie protette. Un processo che permetterà anche ai prodotti orobici di differenziarsi positivamente grazie a un piano di marketing territoriale dedicato, rilanciando l’economia locale secondo i principi della sostenibilità ambientale.

“La biodiversità è uno dei più grandi pregi delle nostre montagne, ma dobbiamo far sì che questa possa realizzarsi nel migliore dei modi, facilitando la convivenza pacifica tra l’uomo e le altre specie che vivono nel territorio. Per questo è importante che quanti più soggetti possibili si uniscano e lavorino insieme per il bene della nostra realtà. E Pasturs fa proprio questo, favorendo, un duplice scambio relazionale: quello tra uomo e animali e tra giovani volontari ed esperti allevatori. Due generazioni, due modi di vivere che si incontrano, rafforzandosi l’un l’altro, con l’obiettivo comune di fornire un aiuto concreto, con pratiche di tutela del bestiame e di gestione non conflittuale del territorio” – ha dichiarato Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche.

Sul lungo termine, inoltre, il progetto potrebbe contribuire ad uno sviluppo del “sistema montagna” più sostenibile, creando un ambiente favorevole sia al proseguimento di attività economiche tradizionali tipiche della comunità locale e sia alla conservazione dei grandi predatori.

“È importante aumentare la capacità di convivenza tra pastori e grandi predatori: questo consentirà non solo per ridurre il pericolo di estinzione degli animali, ma di migliorare per migliorare la qualità di vita e lavoro degli uomini. Il percorso è pensato, infatti, per indicare le corrette strategie gestionali affinché diminuisca la possibilità che i predatori provochino danni, quindi per tutelare la razza autoctona della ‘pecora bergamasca’ ed, infine per migliorare il rapporto di fiducia tra mondo ambientalista e allevatori. Una missione che tutti insieme possiamo e dobbiamo realizzare” – ha concluso Anna Valle presidente del WWF Bergamo – Brescia.

“Consideriamo fondamentale salvaguardare la pastorizia come attività economica agricola particolarmente importante in aree sensibili e delicate come le aree montane dove l’imprenditore agricolo  svolge una fondamentale funzione di presidio territoriale. – ha detto Gianfranco Drigo direttore di Coldiretti Bergamo, aggiungendo –  Questo progetto va nella direzione di riconoscere l’importanza nella provincia di Bergamo di un’attività come quella della pastorizia che in forma moderna porta con sé valori storici e culturali che si perdono nel tempo. Il nostro interesse è dare continuità e futuro ai pastori riconoscendone il loro fondamentale ruolo”.

Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo che fa filantropia con la passione per l’arte, la cultura, la ricerca scientifica, il sociale e l’ambiente. Oggi è concentrata sul sostegno ai giovani, al welfare di comunità e al benessere delle persone, realizzando progetti insieme alle organizzazioni non profit. Dal ’91 ad oggi la Fondazione ha sostenuto oltre 30 mila iniziative donando 2,8 miliardi di euro. Nel 2016 la Fondazione compie 25 anni.

In sinergia con il progetto Pasturs ci saranno poi le azioni messe in atto da Regione Lombardia nell’ambito del progetto LIFE WOLFALPS, per la gestione e la conservazione del lupo sulle Alpi. Non solo il territorio del Parco quindi, ma tutta l’area montana della Lombardia e di altre regioni dell’arco alpino stanno lavorando insieme per una gestione coordinata del lupo. Tra gli aspetti chiave del progetto vi è proprio la prevenzione dei danni con l’intento di salvaguardare le attività economiche tradizionali, oltre che il monitoraggio della presenza della specie, l’informazione e il coinvolgimento degli allevatori, dei cacciatori, degli studenti e della cittadinanza.

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