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Foppa, altalena di risultati preoccupante: così non si può sognare in grande

Chiamatela “fatal Vicenza”, oppure Obiettivo Beneficenza Foppapedretti.

Ma al di là di ironie o ricorsi storici la sostanza non cambia: ci risiamo. Un giorno su e uno giù. Un giorno in paradiso a strabuzzare gli occhi dal piacere per quello che si vede in campo e quattro giorni dopo dietro la lavagna. Dopo la brillante qualificazione alle finali di coppa Italia, ottenuta ribaltando un pronostico avverso mercoledì a Novara, campo difficile su cui mai si era vinto con simile disinvoltura, la Foppa riprende la marcia altalenante in campionato incappando in un’inopportuna sconfitta casalinga contro l’Obiettivo Risarcimento Vicenza. Si ferma quindi a tre la striscia di successi in questo girone di ritorno e anche l’illusione di poter riagganciare il quinto posto occupato da Modena.

CHE SPRECO – Tre punti buttati via, come già avvenuto all’andata, oltretutto con lo stesso andamento nel punteggio. Le rossoblù regalano il successo alle
venete dopo aver dominato il primo set (ed erano avanti 15-7 anche nel secondo) e aver illuso tutti che sarebbe stata una semplice passeggiata. Questo dall’alto non solo dei punteggi ma soprattutto di un’indiscutibile supremazia tecnica, evidenziata benissimo nelle fasi in cui la squadra ha girato con il motore a tutta. Pensate, sui sedici punti conquistati dalle venete in questa stagione, ben sei sono quindi dono di Paggi e compagne, decisamente troppi. E, altra curiosità, il cammino del girone di ritorno sta ricalcando esattamente quanto successo all’andata: sconfitte con Conegliano e Casalmaggiore, vittorie con Scandicci, Firenze, Busto, sconfitta con Vicenza. Vengono i brividi quindi ad immaginare un nuovo ko anche con le giovani del Club Italia, prossima avversaria, ma speriamo che la curiosa coincidenza si fermi qui.

Foppa

NIENTE ALIBI, SOLO QUALCHE ATTENUANTE – La sconfitta brucia, la Foppa deve recitare il “mea culpa” per le occasioni sprecate ma a mente fredda le attenuanti non mancano. Prima tra tutte il trionfo di mercoledì, una partita da dentro o fuori vinta che ha “salvato” una prima parte di stagione deludente. Un obiettivo fondamentale fortemente voluto e raggiunto dopo una partita eccezionale, preceduta sicuramente da molta tensione che inconsapevolmente ha scaricato la testa e il fisico delle ragazze, apparse meno reattive dal terzo set in avanti. Se andiamo a guardare i risultati del weekend, tutte le squadre qualificate hanno incontrato grosse difficoltà: Montichiari ko in casa con Novara, Piacenza ko in casa con Conegliano, Casalmaggiore vincente solo al tie-break contro Busto. Le squadre eliminate invece hanno tutte ottenuto il successo, anche agevolmente. Seconda attenuante l’arbitraggio della signora Spinnicchia, che di fatto ha regalato il secondo set a Vicenza vedendo in campo un servizio delle venete apparso a tutti fuori (compreso il giudice di linea). E anche nel terzo set altri errori, soprattutto un attacco di Barun nettamente in campo (da un più 4 potenziale a un più 2 nel momento più difficile per le venete). Poi siamo tutti d’accordo che contro Vicenza devi vincere comunque, non ci sono dubbi, ma se ti porti sul 2-0, pur con difficoltà, magari sarebbe finita diversamente. E’ un’attenuante appunto, non un alibi.

BARUN SU TUTTE – Guardando alla prova dei singoli, su tutte ha spadroneggiato Barun, per lunghi tratti unico terminale offensivo efficace delle rossoblù (29 punti col 46%, ottima anche al servizio), con Lo Bianco a servirle anche tre palloni consecutivi nella stessa azione. Logica conseguenza quindi il suo progressivo calo di rendimento nel quarto set dove forse un cambio con Plak avrebbe giovato. Bene anche Aelbrecht e Cardullo, male il resto della squadra con Plak partita titolare e ben presto sostituita da Sylla (stessa sorte per Frigo, staffetta con Paggi). Va detto che complessivamente la Foppa ha ricevuto meglio, murato di più (9-7), attaccato sugli stessi livelli (40-43%), servito meglio, ottenuto più punti (100-95). Ma alla fine è stata proprio la difesa di Vicenza a fare la differenza consentendo quei due contrattacchi decisivi per aggiudicarsi ai vantaggi secondo e terzo set. Tra le venete, orgogliose e mai dome, capaci di annullare il gap tecnico con grinta e ordine in campo, in evidenza soprattutto la schiacciatrice Partenio (25 punti e 49%, l’anno scorso in panchina a Novara) e la seconda alzatrice Prandi, inserita dal secondo set su Kitipova, mossa azzeccata dal tecnico Rossetto.

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CLASSIFICA INSIGNIFICANTE, FUTURO IMPREVEDIBILE – In classifica per le rossoblù cambia poco o niente, nella regular season arrivare sesti o settimi è di fatto la stessa cosa. E di questo si parla da diverse partite ormai: sarà duello con Scandicci fino alla fine ma quello che conta davvero per Lavarini sarà cercare di trovare quella continuità di risultati che ancora, dopo quasi cinque mesi di lavoro in palestra insieme, non si vede. A Novara è capitata la giornata giusta, con la Foppa ispirata e Novara in tilt. E meno male perché era una partita decisiva. Per vincere il campionato ai playoff serviranno però tante giornate giuste una dietro l’altra in un cammino che si sa già difficile vista la posizione ai blocchi di partenza. E anche per vincere la coppa Italia ne serviranno comunque due di fila. Coppa che tra i due obiettivi rimane quello più alla portata. Il potenziale c’è, la Foppa ha dimostrato di potersela giocare con tutti ma anche di saper perdere con tutti. Non ricordiamo un’altra stagione così imprevedibile, motivo in più per evitare pronostici sempre e contro chiunque.

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