BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Via la cittadinanza onoraria a Mussolini: raccolte 1500 firme

Le associazioni antifasciste cittadine hanno ora pensato di depositarle ufficialmente in comune, nella speranza che il problema sia oggetto di discussione in Consiglio.

E’ in merito alla proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini che oggi, alla sede dell’ISREC di via Tasso, si sono riuniti in conferenza stampa i rappresentanti di A.N.P.I, Comitato Bergamasco Antifascista, ISREC, Giovani Democratici e Rete Aldo dice 26×1.

Mussolini

Giunte ormai alla considerevole cifra di 1.500 firme, le associazioni antifasciste cittadine hanno ora pensato di depositarle ufficialmente in comune, nella speranza che il problema sia oggetto di discussione in Consiglio.

“Il miglior modo per dimenticare è non parlarne più”. Con questa provocazione Elisabetta Ruffini (ISREC) sintetizza le motivazioni dell’iniziativa: “La cittadinanza onoraria è un fatto simbolico; ciò dunque implica che Mussolini sia una personalità da onorare. Onorare non c’entra nulla con la storia, ma con il presente e con il modo in cui il presente si prende cura del passato”.

Analoga la posizione di Martino Signori, membro del CBA, storica associazione antifascista da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione in tutto il territorio orobico. “Abbiamo pensato si trattasse di un’iniziativa valida, oltre che per la questione in sé, anche per la possibilità di coinvolgere attivamente le nuove generazioni”.

A riferire la posizione di quest’ultime, è Alice Magni dei Giovani Democratici. “Tutto è nato dall’esempio di altre città italiane (come Firenze e Torino, n.d.r.), che in anni precedenti si sono mosse in questo senso, ottenendo la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini. Per noi è importante, oltre al conseguimento del risultato, mettere le persone a conoscenza del problema e informare l’opinione cittadina su un tema ancora tanto rilevante”

Forti anche le parole di Rete Aldo dice 26×1:“Riteniamo che l’antifascismo sia una questione di forte attualità, a differenza di chi la ritiene, pretestuosamente, anacronistica e da relegare al passato. Vogliamo che i dibattiti sull’antifascismo abbiano una dimensione partecipata e cittadina: riteniamo infatti che Bergamo non abbia ancora fatto i conti con il proprio passato”.

La raccolta ha visto impegnati gli enti promotori sia in prima persona sia attraverso associazioni a loro legate: A.N.P.I locali (Albino, Dalmine, Lovere, Romano, Scanzorosciate e Valgandino), centri sociali (come Kascina e Pacì Paciana) e alcuni partiti del CBA (Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti e SEL).

Fra i firmatari anche i partigiani bergamaschi superstiti e alcune personalità politiche locali, come il Vice-sindaco Sergio Gandi e Romina Russo.

Tuttavia, sebbene vi siano state delle prese di posizione individuali, Palazzo Frizzoni non ha ad oggi fornito una risposta ufficiale, quantunque il primo cittadino si sia dimostrato contrario alla proposta.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.