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Ricerche porno nei pc di Bossetti, e ora tocca alla moglie difenderlo foto

Udienza sul materiale elettronico del carpentiere e le sue ricerche in internet: "Ragazzine e delitti di giovani". Settimana prossima in aula i parenti

Dopo l’omicidio di Yara Gambirasio, dal computer di Massimo Giuseppe Bossetti furono cercate notizie su quel delitto e su quelli di altre minorenni digitando su Google: “Fatti di cronaca nera in merito a rapimenti e violenza sessuale su minore”, o sul caso di Matteo Meneghello di Bovolenta, arrestato per violenza sessuale nei confronti di una minore.

E’ uno dei particolari emersi nel corso dell’udienza di venerdì 19 febbraio al processo sul brutale omicidio della tredicenne di Brembate Sopra. Unico imputato il carpentiere 45enne di Mapello che forse sarà interrogato il 4 marzo.

Di fronte alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja, i tecnici dei Ros e del Racis, consulenti della procura che hanno analizzato il materiale elettronico sequestrato a casa Bossetti: due computer (uno fisso e uno portatile), cinque chiavette USB e una decina di cellulari.

Gli esperti hanno risposto solo alle domande del pubblico ministero Letizia Ruggeri e dell’avvocato della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo.

Hanno invece chiesto alla Corte e ottenuto di rinviare il controesame i legali di Bossetti, Caludio Salvagni e Paolo Camporini, in quanto proprio alla vigilia dell’udienza sui computer, i periti informatici Giuseppe Dezzani e Paolo Dal Checco, hanno rinunciato alla difesa di Bossetti. Per altri impegni, ha spiegato Salvagni.

Ma cosa è emerso dai computer di Bossetti?

“Ragazze rosse con poco pelo sulla vagina”, “Giovani piccole scopate”, “Ragazza nuda rossa imbragata”. Queste alcune delle ricerche effettuate dal 31 gennaio 2010 fino al giorno del suo arresto, il 16 giugno 2014. I tecnici hanno parlato di “copioso materiale pornografico” e ricerche su siti come “sesso.it, porno.it, diciottenni.com, sessosadomaso.com, easyincontri.com”.

Fin qui non ci sarebbe nulla di penalmente rilevante. Ma sono le parole chiave usate per le ricerche soprattutto su Google e di video su Youtube a far scendere il gelo nell’aula, quando vengono citate: “Ragazzine con vagine rasate” (ricerca fatta alle 9,55 del 29 maggio 2014), “Ragazze vergini rosse” (27 novembre 2013 alle 22,14), “Ragazzine rosse tredicenni X sesso”, “Orge di ragazze che si fanno scopare da tutti”, “Verginità”, “Ragazze fighette” e “Perdere la verginità senza dolore ragazze” (nell’ordine una ricerca fatta su Google e un video visualizzato su wikihow.com l’8 gennaio 2014 alle 23,26).

E ancora: “Teen porn sex video”, “Ragazzine porche con vibratori”, “Sesso con ragazzine giapponesi”, “Teen pompino”, “Teen topa rossa piena di lentiggini con la pelle bianca”, “Come rimorchiare una ragazza in palestra” (video visualizzato sul sito video.virgilio.it)

Di questa ricerca dagli aspetti ossessivi, gli inquirenti sono riusciti a tracciarne con esattezza solo una parte. Per molti altri è stato impossibile stabilire con certezza la cronologia e il modo in cui ci si è arrivati, perché Bossetti ha usato programmi come Ccleaner, Inprivate Browsing, Sandbox, per cancellare la cronologia o per fornire una navigazione anonima.

In aula Bossetti ha ascoltato impassibile, come sempre, la relazione degli investigatori. Si vedrà se e come reagirà alla prossima udienza, mercoledì 24 febbraio, che di sicuro sarà una delle più seguite. In aula, fra gli altri, a testimoniare ci saranno la mamma Ester Arzuffi, il fratello Fabio Bossetti, la moglie Marita Comi e il cognato Agostino.