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Consiglio comunale e buona educazione, io cittadino vi dico: andate a quel paese

Ecco la pungente lettera di un cittadino di Bergamo ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni a commento dell'insulto alle opposizioni della presidente del Consiglio comunale cittadino e della diatriba scatenatisi in seguito a questa offesa.

Ecco la pungente lettera di un cittadino di Bergamo ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni a commento dell’insulto alle opposizioni della presidente del Consiglio comunale cittadino e della diatriba scatenatisi in seguito a questa offesa.

Spettabile redazione,

in questi giorni ne sto sentendo di tutti i colori: gente che critica e gente che giustifica; gente che si dichiara fuori dalla politica e gente che dichiara di stare in Consiglio comunale da quando aveva i calzoni corti, come fosse casa sua.

E intanto sento gente come me, che lavora, che paga le tasse, che fa politica da sempre senza mai avere chiesto niente, che al massimo ha fatto un mandato in Circoscrizione, che ha la tessera di un partito perché crede in quello che fa e perché crede che farlo da solo non serva a nulla.

Gente come me che desidera istituzioni sane e personale politico all’altezza per dignità, senso del dovere e rispetto di tutti.

E invece siamo costretti ad ascoltare che è normale mandarsi a quel paese in Consiglio comunale, che nelle istituzioni ci si manda fra avversari e fra colleghi, anche fra amici.

Che basta chiedere scusa e tutto ricomincia come prima.

Che i cittadini hanno “ben altro” a cui pensare.

Che la compagine deve restare unita e fare quadrato.

Come tifoserie opposte, come eserciti in guerra, come bande in lotta. Come bulli di quartiere.

Bene, questa volta vi abbiamo beccati. Se siete così, siete poco presentabili. Si può avere poca fiducia.

Bene, io a queste persone dico: andate tutti a quel paese: consiglieri, assessori, segretari, presidenti ecc. ecc.. il paese a cui vi mando io è il Paese della tolleranza, della consapevolezza, della giustizia, dell’eguaglianza, dello studio, dell’umiltà, della buona educazione, della pazienza, della coerenza, del passo indietro quando andare avanti significa aggirare gli ostacoli. Del silenzio quando è necessario.

E non ho scuse da chiedere a nessuno.

Cordialmente
Riccardo Ceriani

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