BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Ubi, la zampata della Leonessa sui Mille bergamaschi

Il nuovo patto degli azionisti bresciani riunisce l'11,95% del capitale contro il 2,27% del Patto dei Mille che raccoglie gli investitori bergamaschi.

“Le azioni si pesano e non si contano” recita un motto attribuito ad Enrico Cuccia. Una battuta su un capitalismo italiano che ora deve guardare in faccia la globalizzazione e il mercato. Le azioni si contano. E la somma pesa.

Dopo il Patto dei Mille -capitanato da Emilio Zanetti – che ha riunito a fine gennaio gli azioni bergamaschi nella prima intesa parasociale di Ubi Banca nell’era Spa ha raccolto il 2,27% del capitale. È di poche ore l’annuncio di un altro patto siglato dall’altra parte dell’Oglio.

Denominato “Azionisti Ubi Banca Spa” lega un gruppo di azionisti a cui fa capo l’11,95% del capitale. La base si raccoglie attorno ai soci che costituivano l’Associazione Banca Lombarda e Piemontese, che deteneva l’11,4% di Ubi nella versione cooperativa.

A capitanare questo gruppo è Alberto Folonari, attuale presidente della Fondazione Cab e vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, affiancato da due vicepresidenti: Aldo Poli, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, ed Enrico Minelli, docente di economia all’Università di Brescia.
È chiaro che confrontando i numeri Brescia conta molto di più di Bergamo ed è decisa a guidare il nuovo corso della banca in versione Spa. Con l’11,4% del capitale – pare che la percentuale sia destinata a crescere ancora a breve – il gruppo dei soci bresciani gioca una partita in vantaggio.

Conta, infatti, più dei due fondi Blackrock e Silchester – che hanno il primo poco meno del 5% e il secondo poco più del 5% – messi insieme. Numeri che pesano in vista della prossima assemblea, che si svolgerà il 2 aprile alla Fiera di Bergamo, e nella quale il nuovo patto presenterà una propria lista di candidati. Ora, è vero che forse i cugini bresciani non puntino a scontri con i bergamaschi, ma di fatto è chiaro che vorranno pesare ben di più nella nuova governance che uscirà dall’assemblea.

La partita è ancora in corso, ma sarà bene ricordare che il gioiello di famiglia di Ubi Banca Spa è la Banca Popolare di Bergamo.

Negli affari chi investe guarda sì al prestigio e al potere, ma alla fine contano gli utili. E i risultati della Popolare di Bergamo non possono essere ignorati o lasciati in secondo piano. Quella che oggi può sembrare una zampata della città della Leonessa potrebbe presto rivelarsi una mano tesa verso Bergamo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.