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Prostituzione minorile, Fumagalli: “Orge a casa mia, ma non sembravano minorenni” foto

Primo interrogatorio del conduttore tv di Pognano: "Giravamo per centri commerciali, quindi non avevo nulla da nascondere"

Primo interrogatorio in procura a Brescia per Corrado Fumagalli, il presentatore televisivo di Pognano coinvolto nell’inchiesta della procura di Brescia con undici persone accusate di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet. 

Il creatore del programma tv per adulti “Sexy bar”, e delle fiere dell’hard Milano Sex e Bergamo Sex, difeso dall’avvocato Maria Benedetto Bonomo, ha deposto per un’ora di fronte al gip Alessandra Sabatucci.

“Non sapevo che i ragazzi fossero minorenni – ha detto Fumagalli, come riporta il suo legale – , sui siti di incontri che frequentavo, Badoo e Bakeca annunci, si presentavano come ragazzi di vent’anni. E anche di persona apparivano come tali. Erano autonomi e molto disinibiti. Ed erano loro a proporsi per primi.

Giravamo per centri commerciali, quindi non avevo nulla da nascondere. Chi lavora nel mondo dell’hard come me sa che l’unica cosa alla quale bisogna stare attenti sono i minori.

Facevamo sesso a casa mia, anche in gruppo. Ma preciso che non mi hanno mai chiesto denaro. Gli facevo regali, come un telefonino o una collanina, ma solo su mia spontanea iniziativa”.

L’avvocato Bonomo non ha chiesto misure alternative ai domiciliari. Ha però aggiunto che sta pensando i muoversi contro i due siti di incontri usati dai ragazzi: “Non è possibile che dei ragazzini riescano a fingersi in modo così semplice maggiorenni. Stiamo preparando un’azione legale”.

Lasciando il tribunale, Fumagalli vedendo i numerosi giornalisti presenti ha esclamato: “Speravo di vedervi così in tanti anche al Bergamo Sex”.

Nella villa bella villa del 48enne a Pognano, gli inquirenti avevano sequestrato materiale, in particolare computer, sembra più d’uno. Proprio attraverso quei pc Fumagalli, bisessuale, avrebbe organizzato gli incontri, consultando i ragazzi sui siti.

In particolare con un 17enne, alto e robusto, che gli aveva scritto di avere qualche anno in più, con il quale aveva iniziato una sorta di relazione affettiva che andava oltre i rapporti sessuali. Diversi gli appuntamenti tra i due, che spesso avvenivano proprio nella lussuosa villa della Bassa, tra la sauna e la piscina.

Ma gli inquirenti contestano al re dell’hard rapporti con quattro ragazzini, tutti tra i 15 e i 17 anni, portati a Pognano dopo un giro al centro commerciale Oriocenter. I minorenni lo definivano “il gay famoso” che “pagava bene”, faceva regali come una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter.

Oltre a Fumagalli i bergamaschi coinvolti nell’inchiesta bresciana sono don Diego Rota, parroco di Solza,  un agente di polizia locale in servizio a Boltiere, il 54enne Egidio Bosio, un allenatore di calcio di Treviglio, il 42enne Cristian Zilli, Pierluigi Rossi, 50enne assicuratore di Bergamo, Ettore Tucci, 40 anni di Bergamo, impiegato e volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio.

L’inchiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza, Parma. Avviata nell’agosto dell’anno scorso dai carabinieri di Brescia e dalla Sezione di polizia giudiziaria, ha consentito di identificare quattro minorenni che avevano avuto rapporti sessuali a pagamento.

I ragazzi stabilivano i contatti attraverso social e chat. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, come quello del cimitero di Bergamo o dell’Iper di Seriate, o in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche numerosi computer.

Per tutti gli arrestati l’accusa è prostituzione minorile continuata. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre bresciana, che ha trovato sul cellulare del figlio 16enne alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con persone maggiorenni. Lo stesso ragazzino ha poi ammesso, e fatto il nome di alcuni amici che come lui avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat.

Alcuni dei soggetti arrestati avevano anche fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione, pagavano dai 20 ai 100 euro oltre a fare alle vittime regali di vario genere. In un caso, ad esempio, anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

Nell’inchiesta figura anche Claudio Tonoli, sieropositivo 56enne,arrestato già nelle scorse settimane dalla Polizia locale di Montichiari perché chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.