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Caso Yara, ecco le ricerche hard sui pc di Bossetti

I due esperti del Racis in Aula hanno parlato del ricerche su internet rilevate nei computer. Tra queste anche alcune a sfondo sessuale, con giovani ragazze. Una in particolare risale al maggio del 2014, circa un mese prima dell’arresto.

Massimo Giuseppe Bossetti aveva due computer (uno fisso e uno portatile), cinque chiavette USB e una decina di cellulari.

E all’interno dei computer sono emerse ricerche di contenuti porno con ragazzine come soggetto. 

È quanto è emerso nel corso dell’udienza di venerdì 19 febbraio al processo sul delitto di Yara Gambirasio. Unico imputato il carpentiere di Mapello.

In aula Giuseppe Specchio e Rudi D’Aguanno, carabinieri del Racis, che hanno analizzato il materiale informatico sequestrato a casa Bossetti.

I due esperti hanno parlato del ricerche su internet rilevate nei computer. Tra queste anche alcune a sfondo sessuale, con giovani ragazze. Una in particolare risale al maggio del 2014, circa un mese prima dell’arresto.

Hanno poi aggiunto che la sera del 26 novembre 2010, quando fu uccisa Yara, il computer di Bossetti risultava accesso alle 23,37.

Nel frattempo, alla vigilia dell’udienza sui computer, i periti informatici Giuseppe Dezzani e Paolo Dal Checco, hanno rinunciato alla difesa di Bossetti. Per altri impegni però, hanno spiegato i suoi avvocati.