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Droga e usura: 28 arresti tra Lombardia e Calabria, colpo alla ‘ndrangheta

L’inchiesta "Crociata" condotta dai carabinieri del comando provinciale di Milano giovedì mattina ha portato all’esecuzione di 28 ordini di custodia cautelare.

L’inchiesta “Crociata” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Milano giovedì mattina ha portato all’esecuzione di 28 ordini di custodia cautelare. Le indagini sono partite nel 2013, e sono già stati arrestati in flagranza 9 pregiudicati e sequestrati quasi 200 chili di droga.

I mandati sono firmati dal gip Andrea Ghinetti che è lo stesso dell’inchiesta “infinito” su richiesta dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia, guidata da Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo.

Le accuse: associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di droga, usura, estorsione e rapina.

Undici degli indagati sono accusati di appartenere al clan Muscatello di Mariano Comense

Nell’inchiesta “Crociata”, i carabinieri hanno “ricostruito le dinamiche criminali del traffico internazionale di stupefacenti destinati ai mercati lombardi, calabresi e pugliesi”, ma hanno anche documentato casi di estorsione, usura, rapine e controllo del territorio. La zona della Bassa comasca e quella della Brianza lecchese sono le due aree che in questi ultimi anni hanno fatto registrare una presenza di uomini dei clan mafiosi e un livello di infiltrazione tra i peggiori del Nord Italia, tanto che il termine stesso di “infiltrazione” è ormai improprio: meglio parlare di presenza in tutti i livelli della società, dell’imprenditoria e – in casi più limitati – delle istituzioni