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Christo racconta Floating Piers: “Sulla passerella rigorosamente a piedi scalzi”

L'artista a Bergamo spiega la genesi di Floating Piers: il molo galleggiante che dal 18 giugno al 3 luglio 2016 unirà la sponda bresciana di Sulzano alle isole di Montisola e San Paolo in un surreale percorso a pelo d'acqua

Christo è a Bergamo, nella sala giunta di Confindustria, troppo piccola per contenere tutti coloro che vorrebbero vedere e ascoltare la star dal vivo.

Christo

E’ qui in città a raccontare il suo già arcinoto prossimo intervento d’artista: la passerella sul Sebino, sul lago che con le due sponde tocca due province, quella di Brescia e quella di Bergamo e che ospita l’isola più grande dei laghi d’Europa: Monte Isola

Dal 18 giugno al 3 luglio sarà possibile camminare sulla superficie di un surreale e metafisico tappeto color giallo dalia che unirà la sponda bresciana di Sulzano alle isole di Montisola e San Paolo. Un percorso dorato lungo circa tre chilometri sulla superficie dell’acqua e altri 2,5 su quella terrestre. Un molo largo 16 metri con 70.000 metri quadrati di tessuto sostenuti da un sistema modulare di pontili galleggianti composto da 220.000 cubi in polietilene ad alta densità. Un’opera di proporzioni bibliche. E, visto che di Christo si tratta, non potrebbe essere altrimenti.

“Avevo bisogno di un vasto e pacifico specchio d’acqua”, racconta Christo. Questo l’identikit tracciato per la realizzazione del suo Floating Piers, il molo galleggiante. “E di permessi concessi in tempi brevi: a ottant’anni passati, non si può mai sapere…”. Ecco dunque la scelta ricadere sulle miti sponde del lago d’Iseo, preferito al Rìo de la Plata in Argentina e alla Tokyo Bay in Giappone. “Inoltre – continua Christo – Montisola è l’isola lacustre più alta d’Europa e i suoi abitanti potranno per la prima volta recarsi sulla terra ferma contando soltanto sull’utilizzo delle proprie gambe”. Come a dire: alzatevi e camminate.

Direttore del progetto è lo storico dell’arte Germano Celant – amico di lunga data di Christo – che ha introdotto il progetto al proprietario dell’isola di San Paolo Franco Beretta, al Presidente dell’Autorità di Bacino Giuseppe Faccanoni e ai sindaci di Sulzano e Montisola Paola Pezzotti e Fiorello Turla, i quali hanno dato il proprio ‘ok’ ai lavori.

Via dunque ai test e agli esperimenti. Perché all’astrattezza del processo creativo vanno affiancati solidi principi logistici, tecnici ed ingegneristici. In una parola, concretezza: “Insieme al mio staff mi sono recato in un piccolo lago privato a nord della Germania, vicino al confine danese. Lì abbiamo fabbricato una passerella larga 16 metri e lunga 20 e deciso lo spessore del tessuto e in che modo questo dovesse lambire la superficie dell’acqua”. I test, innumerevoli, sono poi continuati nelle acque del Mar Nero per verificare la tenuta del progetto di fronte alle avversità, come correnti e forti venti. E poi: “160 ancore del peso di cinque tonnellate ciascuna verranno installate da subacquei professionisti che, a fianco di un team di ingegneri, eseguiranno sott’acqua la messa a punto geometrica del progetto”. Al momento, il 50% di queste ancore è già stato installato e giace in silenzio sul fondo del lago.

Il tessuto, di nylon pesante, è sostenuto da uno strato di dieci millimetri di feltro e dal fitto reticolo di cubi sottostante, e muterà colore durante l’arco della giornata: al mattino, complice l’umidità, si vestirà di rosso; mentre a mezzogiorno, scottato dai raggi del sole, sembrerà d’oro.

Il percorso sarà fruibile giorno e notte, 24 ore su 24, e potrà ospitare circa 20.000 persone alla volta: delle luci telescopiche, infatti, lo illumineranno durante le ore più buie. E sulla sicurezza, Christo rassicura: “Ci saranno degli addetti che monitoreranno costantemente la situazione”.

Costo di tutto questo ben-di-dio? intorno ai quindici milioni di euro, interamente finanziato dalle vendite delle opere dell’artista. Al termine delle due settimane, tutti i componenti dell’opera verranno rimossi e dismessi attraverso un processo di riciclaggio industriale.

“Essere un’artista non è una professione – conclude Christo – ma è vivere, è esistere. Non c’è giustificazione all’arte: l’artista produce per un’incontenibile necessità di fare qualcosa, quella cosa che ha in testa, anche quando sembra che non ci sia alcun senso”.

Ah, prendere nota: lasciare in macchina le scarpe da ginnastica. Sulle acque di Christo si cammina rigorosamente a piedi scalzi. Primo e unico comandamento.

 

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