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Scarcerato di nuovo l’ultrà juventino: torna a Romano

Obbligo di dimora, a Romano di Lombardia per Giorgio Saurgnani, scarcerato dopo 8 mesi in cella a Torino con l'accusa (da lui sempre rigettata) di aver partecipato al lancio della bomba carta durante il derby del 26 aprile 2015 tra Juventus e Torino, che ferì 11 tifosi granata.

Obbligo di dimora, a Romano di Lombardia per Giorgio Saurgnani, scarcerato dopo 8 mesi in cella a Torino con l’accusa (da lui sempre rigettata) di aver partecipato al lancio della bomba carta durante il derby del 26 aprile 2015 tra Juventus e Torino, che ferì 11 tifosi granata.

Il 28enne assicuratore era già stato scarcerato lunedì scorso, ma ri-arrestato dopo soli tre giorni nell’ambito di un’altra inchiesta, stavolta a Ivrea. Ora il gip di Ivrea, Stefania Cugge, dopo l’interrogatorio di garanzia e tenuto conto del precedente periodo di carcere preventivo, ha deciso di consentirgli di uscire, assegnandogli l’obbligo di dimora e di firma quotidiana dai carabinieri.

Giorgio Saurgnani nell’interrogatorio ha ammesso – al contrario di quanto accade per i fatti di Torino – di aver partecipato agli scontri in un autogrill di Ivrea il 15 gennaio 2015 insieme a un gruppetto di ultrà juventini che hanno assaltato un bus di tifosi veronesi. Nel gruppetto un altro bergamasco, Luca Belotti, 38 anni. Saurgnani, difeso dagli avvocati Gianluca Quadri, di Bergamo, e Monica Arossa, di Torino, ha spiegato di aver rotto il finestrino dell’autobus, ma senza sapere che sarebbe stato lanciato un petardo all’interno, lancio avvenuto da parte di Alfonso Albano, 27 anni, milanese, che ha confessato il gesto.