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Sanremo, parte da Bergamo il trionfo di Gabbani: dal produttore Moroldo

Con il produttore bergamasco il vincitore delle nuove proposte al 66esimo Festival di Sanremo ha pubblicato il suo primo album da solista e il rapporto continua anche oggi: “Sono tante le etichette discografiche che lo avevano bocciato”.

E’ un cantautore a metà tra Tiziano Ferro, Franco Battiato e Celentano”: il primo contatto tra Francesco Gabbani, trionfatore tra le nuove proposte al 66esimo Festival di Sanremo, e Massimiliano “Max” Moroldo, produttore milanese d’origine ma bergamasco d’adozione e numero uno della Do It Yourself Italia, è stato questo, tre anni or sono e a pochi mesi dal grande successo del “Pulcino Pio”.

“Il mio amico Gianni Bini me lo ha descritto così – spiega – chiedendomi se avessi del tempo da dedicare alla futura star della musica italiana. Il giorno dopo ero già in macchina verso Viareggio”: il feeling tra i due è immediato e qualche mese più tardi Francesco Gabbani pubblica il suo primo album da solista, “Greitist Iz”.

Una raccolta che non conquista il successo sperato: “Sono stati momenti difficili – ammette Max – Sia per la sua carriera che per il nostro rapporto d’amicizia. Poi, sempre in nome di quell’amicizia, Francesco mi ha chiesto di portarlo a un livello superiore, di aiutarlo a decollare: mi ha detto che si fidava di me e io l’ho accontentato portandolo alla BMG Rights Management Italia (l’attuale etichetta di Gabbani ndr)”.

Moroldo

Max Moroldo da allora è rimasto lo stesso tra gli editori di Francesco Gabbani: “Conoscendo le sue capacità ultimamente gli avevo chiesto di scrivere un pezzo per Raffaella Carrà e altri brani per artisti italiani che usciranno a breve – confessa il produttore – Capacità premiate anche a Sanremo visto che si è aggiudicato il prestigioso Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo, scritto insieme a Fabio Ilacqua. Poi abbiamo completato l’opera anche per il premio alla MA9 per il miglior ufficio stampa”.

Max Moroldo sui social ha esultato come se Sanremo l’avesse vinto lui e l’importanza di questo successo è presto spiegata: “Per me è davvero importante, soprattutto per il lavoro fatto insieme e per la dedizione che Francesco ci ha messo: il primo album non era andato bene e lo scorso anno non era riuscito a passare le selezioni. Questa è la rivincita nei confronti delle etichette discografiche che mi avevano detto che era troppo vecchio (classe 1982 ndr) e che non avrebbe funzionato perchè non era un prodotto dei talent show. Francesco ha sfatato tutto questo e può continuare nel suo percorso”.

Oltre che su Francesco Gabbani il fiuto di Max Moroldo è stato impeccabile anche sulle previsioni finali della categoria “Big”, dove, già al termine della prima serata, aveva pronosticato sul proprio profilo Facebook il successo degli Stadio: “Ero convinto che avrebbero trionfato loro: il mio personale podio era Stadio-Noemi-Rocco Hunt. Bene il premio a Patty Pravo, il testo meritava davvero”.

All’uscita dall’Ariston e nel viaggio di ritorno a casa, Max Moroldo stringe tra le mani un disco sulla cui copertina fa bella mostra di sé una dedica destinata ad occupare un posto speciale.

A Max Moroldo, profeta di vita e sostegno di percorso: con affetto e stima, Gabbani Francesco”: stima e affetto reciproci, il cerchio aperto tre anni fa si è chiuso.

Moroldo

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