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La classifica si muove, ma l’Atalanta viaggia sempre come una tartaruga

Un pareggino, utile, prezioso, ma pur sempre un pareggino.

L’Atalanta viaggia come una tartaruga, a velocità da ztl. O, se preferite, col freno a mano tirato. Questo anche perché, come ha ammesso lo stesso Reja a Genova, “non siamo sereni”. E quindi la squadra gioca con la paura di sbagliare, di osare. Primo non prenderle, la classifica comunque si muove…

Per la prima volta l’Atalanta infila due 0-0 consecutivi e, se lo 0-0 vi fa sbadigliare, provate a pensare positivo: la difesa non prende gol per due giornate consecutive come era successo dalla vittoria sulla Roma a quella sul Palermo. Periodo d’oro, allora, interrotto dal brusco risveglio sul campo del Chievo. Anzi, si potrebbe dire che quel 13 dicembre la squadra se n’è andata in letargo, perché non ha più vinto e nel ritorno siamo già al quinto pareggio su sei partite (erano stati tre in tutta l’andata). Certo, comunque buono se guardiamo a Udinese, Genoa e Palermo che restano dietro e perdono un punto, per non parlare della stessa Sampdoria, che avrebbe potuto agganciarsi alla squadra di Reja.

Se la difesa è da sette, l’attacco è da cinque: media del sei, avanti di questo passo e con 13 partite ancora da giocare si arriverà ai fatidici 40 punti, per cui preoccupazioni zero. Ma è giusto sperare e augurarci presto un cambio di passo della tartaruga? Pensiamo proprio di sì.

La chiave è nei nuovi, ma non del tutto. Se infatti prima la forza dell’Atalanta erano Maxi&Gomez, ora abbiamo un Diamanti che sta crescendo e convincendo, generoso e anche capace di regalare spunti della sua classe. Si può dare di più, certo, ma almeno Alino c’è.

Meno presente l’ultimo Papu, o meglio: è in campo, dà qualche segnale di ripresa, però siamo da lui siamo abituati a ben altro. E il gol gli manca dalla partita col Napoli del 20 dicembre…

Sta tornando Pinilla, genio e sregolatezza. A Genova un fuorigioco millimetrico gli ha negato il gol: si esalterà vedendo il viola della Fiorentina? Missione quasi impossibile, ma chissà.

C’è bisogno del miglior Pinilla, come di un Borriello tonico, non certo del bomber un po’ smarrito che abbiamo visto finora all’opera. Il gol manca anche a lui dal 20 dicembre (Carpi-Juve 2-3) e bisogna che si dia una mossa. Naturalmente con l’aiuto di tutti, sta recuperando Cigarini e speriamo che anche lui (con il solito de Roon a tutto campo) aiuti i compagni a ritrovare quella fiducia che manca, nel gioco, nella manovra che deve portare al gol.

Il dato del ritorno è sconfortante: tre reti soltanto in sei partite, una di Denis col Sassuolo, una di Conti a Verona e la terza su autogol con l’Inter.

Troppo poco per sperare di vincere. Si poteva fare a Marassi contro una Sampdoria che ha ballato più di una volta, alla fine il pareggio è la fotografia di un momento-no per entrambe le squadre.

La faccia positiva della medaglia è il muro Masiello, che blinda la difesa in attesa del rientro di Paletta. Soprattutto in vista di una prova del nove contro la Fiorentina, che corre per il terzo posto e a Bergamo (anche senza Alonso e Zarate) costringerà i nerazzurri a fare gli straordinari. Ah, nessun espulso anche a Genova: infatti la squadra ha resistito bene, vuol dire che la testa sta migliorando, aspettando che anche le gambe tornino a correre come prima.

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