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Il centro di Bergamo si svuota, troppi gli edifici dismessi: che fare? fotogallery

Bergamonews inizia un viaggio inchiesta per aprire un dibattito con la città e pensare la Bergamo di domani.

Il centro di Bergamo ad una certa ora della sera si svuota, il cuore pulsante della città sembra cedere battiti fino a diventare un cardiogramma spento. Da tempo si discute sul come animare il cuore della città. Ma, forse, occorrerebbe guardare un po’ più in là. Perché, dopo lo svuotamento di diversi edifici in Largo Belotti (Teatro Nuovo, la sede della Banca Agricola, il prossimo è quello degli Uffici statali) anche la via parallela al Sentierone e a via Tasso, via Camozzi, si appresta a registrare nuovi abbandoni che rischiano di desertificare ancor di più Bergamo.

Palazzi centro
Palazzi centro

Palazzi centro

A partire dagli uffici della Provincia 2.0, che sta perdendo ormai funzioni e lascerà sul campo spazi, o meglio, interi palazzi vuoti. Di fronte a questi c’è la sede di Confindustria che entro la fine del 2017 se ne andrà dal centro città per il Kilometro Rosso. La domanda è: che futuro avranno gli edifici all’angolo tra via Camozzi e via Clara Maffeis? Chi li acquisterà e che funzioni potrà destinare a quell’area?

Poche decine di metri più avanti si affaccia lo stesso interrogativo per la sede di Italcementi dopo la cessione alla tedesca HeidelbergCement. Si tratta di un isolato che lambisce via Camozzi, via Madonna della Neve e via Stoppani.
Interi complessi oggi destinati a uffici e attività che si vanno ad aggiungere all’ex palazzo delle Poste, ormai abbandonato di via Pascoli e ad un altro complesso proprio di fronte, rimasto di fatto un cantiere a cielo aperto.

Palazzi centro
Palazzi centro
Palazzi centro
Palazzi centro

Una raffica e sono solamente alcune delle aree che rischiano di restare vuote e senza una precisa destinazione d’uso – il cerchio si allarga maggiormente se si arriva all’ex area della Cisalpina – perciò sembra inderogabile ideare e progettare una loro futura funzione. Magari prospettando un patto tra pubblico e privato per creare delle abitazioni con affitto riscatto o ad affitti calmierati che siano un chiaro invito alle giovani coppie a tornare a popolare il centro città.

Ma sarà bene iniziare da subito a pensare, tracciare e destinare queste funzioni urbanistiche, prima che sia troppo tardi e non resti che ammirare nel pieno centro della città i reperti di palazzi destinati ad uffici.

Come bene ha ben fatto l‘Ateneo di Scienze Lettere Arti di Bergamo che propone per il 2016, in collaborazione con il Credito Bergamasco, un nuovo progetto per rileggere e ridare vita agli spazi urbani di Bergamo. (Leggi qui).  

Il centro di Bergamo è come un paziente che non sta benissimo e con sintomi sempre più evidenti di malore. In medicina si consiglia sempre di prevenire, forse è il caso che anche Bergamo corra ai ripari. Anche se è necessario partire da due considerazioni.

Palazzi centro

La prima: il centro della città è ormai diventato un pezzo di centro storico (come fosse Città Alta o uno qualsiasi dei borghi) senza però essere, ufficialmente, centro storico. E in questa situazione tutto è più difficile.
A sentire alcuni esperti di urbanistica, il centro di Bergamo è trattato come un pezzo qualsiasi di città, nel quale chi volesse intervenire per riqualificare deve applicare il solito insieme di regole a volte sciocche e contraddittorie, completamente prive di senso, nate per regolamentare e contenere un’attività edilizia prorompente, quando da tempo non è più prorompente da diversi decenni. Occorre una semplificazione che non non lasci carta libera, per carità, ma che non sia nemmeno quel groviglio labirintico di norme attuale.

La seconda considerazione è che ci si trova di fronte ad un intervento molto complesso. Le azioni da compiere sono tante, troppe. E le risorse poche. Quindi bisogna privilegiare gli interventi che producono energie, che mettono in moto, che liberano ossigeno, se no la città rischia di soffocare.

A volte queste azioni non chiedono immensi sforzi, ma come nell’agopuntura a volte basta uno spillo piantato nel posto giusto a scatenare, per amplificazioni progressive, grandi cambiamenti.

Non dimentichiamo che a Bergamo ha sede uno dei più grandi gruppi bancari (Ubi Banca) e che se non bastassero risorse bergamasche, la nostra città ha il vantaggio di avere il quarto scalo aeroportuale italiano per passeggeri.

Un valore aggiungo che può essere sfruttato perché Bergamo diventi una città attrattiva per gli investimenti esteri.

Bergamonews inizia da oggi questo viaggio (questa è la prima puntata) ascoltando alcuni protagonisti. Ci auguriamo che architetti, urbanisti, associazioni di categoria partecipino a questo dibattito per rilevare alcune criticità e suggerire diverse proposte.

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    E allora a cosa serve la fibra ottica ?