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Giovani Democratici: Clara Colombo confermata Segretario provinciale

Con 36 voti a favore e 6 astenuti, Clara Colombo si riconferma Segretario provinciale dei Giovani Democratici di Bergamo. Carica che ricopre dal 2014.

Le presunte irregolarità nei tesseramenti da parte dell’esecutivo, il ricorso di alcuni membri dei GD, il rigetto della Commissione Congressuale provinciale e il ritiro dell’altro candidato alla segreteria provinciale Marco Bonomelli a sole ventiquattrore dal congresso federale di sabato 13 febbraio. Un domino di eventi che non poteva far altro che confermare l’attuale segretario provinciale Clara Colombo  in carica dal 2014 – alla guida della giovanile del PD (con 36 voti a favore e 6 astenuti, tra cui la stessa segretaria): 25 anni, laureata in Economia Aziendale, Consigliere comunale di maggioranza a Curno, e dal 2012 al 2014 membro di segreteria con delega alla comunicazione.

“Mi dispiace profondamente per la scelta di Marco di ritirare la sua candidatura, ma non posso accettare le accuse che vengono mosse nelle motivazioni – ha commentato la Colombo -. Il clima è avvelenato e, non nascondiamocelo, sarà complicato superare tutto quello che è successo, ma credo che sia necessario ripartire insieme. Sono a disposizione per garantire la compattezza della giovanile e ricostruire un dialogo, ma la volontà deve essere tale da entrambe le parti”.

Un primo passo di riappacificazione è già stato mosso. A Marco Bonomelli è stato infatti proposto di coordinare i lavori e rappresentare all’esterno la direzione provinciale. Una proposta al quale il Consigliere d’Amministrazione dell’Università di Bergamo ha tuttavia risposto picche: “Non abbiamo accettato la Presidenza della direzione perché non abbiamo mai cercato poltrone. Abbiamo sempre cercato di portare la discussione sulla politica e sulle idee, ma fino ad ora non si sono verificate le condizioni perché questo potesse accadere. Sono condizioni che non possono realizzarsi in un giorno (quello del congresso, ndr) ma che hanno bisogno di più tempo. A tal proposito, credo che la scelta di bloccare alcuni posti in direzione per una valutazione futura sia un buon compromesso”.

Resta dunque da capire come poter ricucire dei rapporti che, a quanto pare, sono stati messi a durissima prova: “Come già detto al congresso, da parte mia c’è massima apertura e disponibilità a discutere, purché si parla di politica e non di correnti o personalismi”.

 

 

 

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