BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Fabrizio Ferron, il doppio ex: “Atalanta-Samp è una partita da tripla”

“L’Atalanta ha qualche punto in più ed è più tranquilla, anche se gli ultimi risultati negativi possono aver trasmesso un po’ di insicurezza alla squadra. Ma l’Atalanta è più tosta e penso che non dovrebbe preoccuparsi più di tanto. Sportiello in Nazionale? E’ un ottimo portiere, dopo Buffon lui e Perin sono i migliori, deve solo continuare così”.

Parole di Fabrizio Ferron, portiere di lungo corso in maglia nerazzurra, uno che ha scritto la storia dell’Atalanta piazzandosi al sesto posto assoluto nella graduatoria delle presenze in campionato alle spalle del primatista Gianpaolo Bellini (431), di Valter Bonacina (331), Stefano Angeleri (324), Cristiano Doni (323), Livio Roncoli (305) e appunto Fabrizio Ferron con 294 davanti a Glenn Stromberg con 273. Più staccato il secondo tra i portieri, Andrea Consigli a quota 193.

Ferron ha indossato per otto anni i colori nerazzurri debuttando in serie A a Napoli il 9 ottobre 1988 (l’ultima il 12 maggio 1996, 3-0 contro il Padova) e passando poi per tre anni alla Sampdoria, 95 presenze dal 1996 al 1999.

Portiere mai plateale negli interventi, affidabile proprio per la continuità di rendimento, requisito fondamentale per un estremo difensore.

Importantissima anche per una squadra, la continuità, se pensiamo ai risultati. “E certo la Sampdoria non è messa bene, tra l’altro il fattore campo ti può dare una mano, ma può anche diventare un’arma a doppio taglio, se non cominci bene. E’ una partita classica da tripla, non per lavarsene le mani, ma si fa fatica a fare un pronostico. Tutte e due le squadre hanno più qualità davanti, però l’Atalanta è più equilibrata, più quadrata, ha più senso di squadra rispetto alla Sampdoria”.

Sulla qualità dei nuovi nerazzurri, Ferron non ha dubbi: “Se valutiamo i singoli, è chiaro che l’Atalanta ha preso Borriello che sa fare gol e Diamanti che sa giocare al calcio. Ma lascerei anche a loro”, avverte “il tempo per integrarsi ed entrare in sintonia con i meccanismi della squadra, poi vedrete cosa sanno fare”.

Ma la domanda, da bandiera dei portieri nerazzurri a portiere? Insomma, Sportiello lo vedremo o no in Nazionale? “Intanto”, risponde Ferron, “sono contento che sia cambiata la tendenza, perché si può parlare in serie A di giovani portieri italiani e meno di quelli stranieri. Sportiello non è più giovanissimo, fra tre mesi compirà 24 anni e si può considerare un giovane ma esperto, solido: un ottimo portiere. Chi mi assomiglia di più tra lui e Consigli? Mah, quando giocavo io era proprio un altro calcio, forse allora era un po’ più difficile, le squadre schieravano tre stranieri e quelli dovevano fare la differenza, c’erano Maradona e Van Basten, tanto per dire. Adesso è cambiato tutto, fare paragoni è difficile. Dico che allora, quando ho debuttato in A, l’Atalanta veniva dalla favola europea con la semifinale di Coppa delle Coppe e la promozione in A, poi confermata con un sesto e un settimo posto. C’erano ottimi giocatori, ma ce ne sono anche oggi se pensiamo che è il quinto anno consecutivo in A. Mentre la Sampdoria aveva vinto pochi anni prima lo scudetto, era una squadra con Vialli e Mancini, ben diversa da quella di adesso. E forse Montella ha qualche problema a trasmettere la sua idea di calcio, lo vedremo meglio l’anno prossimo cosa saprà fare e che gioco riuscirà a dare alla squadra”.

L’Atalanta non vince da due mesi e tuttavia mantiene nove punti di vantaggio sulla terzultima… “Certo se penso che il Verona è la migliore delle ultime tre ed è lì in fondo, come farà a risollevarsi? Così Carpi e Frosinone, dovrebbero avere una reazione tipo quella del Bologna, ma mi pare che per loro non ci sia scampo”.

E tornando alla partita, Ferron aggiunge: “La Sampdoria deve rischiare qualcosa, dovrà osare, però l’Atalanta se prende in mano il pallino può metterla in difficoltà in qualsiasi momento. Teniamo presente che la Samp non è lontana dalle ultime e non può permettersi di perdere, gioca un po’ al rischiatutto”.

Ferron prosegue la sua vita tra i pali dei campi di calcio: “Aprirò un’Accademia dei portieri assieme a Marco Roccati, per scoprire giovani talenti, ma continuo come preparatore dei portieri delle giovanili azzurre, dalla Nazionale Under 15 all’Under 19”.

Ammirato da Donnarumma: “Un predestinato, non pensavo che debuttasse in A a soli 16 anni, ma nemmeno molto in là, avendolo visto in azzurro. Ha tutto, ha personalità, uno che regge l’impatto con la platea di San Siro, non dimentichiamoci. Complimenti a lui… Io ho avuto la fortuna di esordire in un’Atalanta molto quadrata, una squadra che aveva entusiasmo e siamo anche partiti bene. Così è più semplice anche per un portiere e poi… ero forte, no?”. Ride. “Ma quando sei giovane hai anche un minimo di incoscienza che ti aiuta ad affrontare e superare certi ostacoli, perciò penso anche a Sportiello, un ragazzo che ha continuità, che vuol dire avere equilibrio, è maturo. Non è sicuramente un caso se sta giocando e bene in serie A. La Nazionale? Ai miei tempi era diverso, c’erano Zenga e Tacconi e non avevi spazio, oggi io vedo che a parte Buffon… è il numero uno, ma anche lui deve sempre stare sul pezzo, chiaro. E dimostrare di essere il primo… comunque a parte lui, le porte della Nazionale sono aperte a tutti, sono tutti alla pari. Ed è giusto che Sportiello ci provi e ci creda, fino all’ultimo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.