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“Perfetti sconosciuti” grazie al cellulare che è la nostra scatola nera

Il film di Paolo Genovese è una commedia che smaschera tutti i segreti della nostra vita che si annidano nei nostri cellulari.

Titolo: Perfetti sconosciuti;

Perfetti sconosciuti

Genere: commedia;
Regia: Paolo Genovese;
Attori: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher;
Scenografia: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello;
Durata: 97 minuti;

Si conoscono da una vita, eppure sono “Perfetti sconosciuti”. Come recita il titolo del film di Paolo Genovese (già autore, tra gli altri, di “Immaturi”, “Una famiglia perfetta” e “Tutta colpa di Freud”), una commedia dalla sceneggiatura accurata e da un impianto teatrale che ben si regge sui dialoghi.

Una cena tra coppie di amici di vecchia data si trasforma in una tragedia delle relazioni. Il tutto grazie ad un gioco-provocazione della padrona di casa Eva, interpretata da Kasia Smutniak, che invita i commensali amici a mettere il proprio cellulare sul tavolo e di rispondere alle chiamate in viva voce, a leggere ad alta voce messaggi e e-mail.

Chat, whatsapp, e-mail, sms, selfie, app, t9, skype e tutto ciò che ci fa più social, di fatto, diventano il caveau dei segreti di ognuno. Perché esiste una vita pubblica, una privata e una segreta.

Ben più complessa e ben nascosta. Il cellulare di ognuno di noi è una “scatola nera” alla quale abbiamo consegnato i nostri più reconditi segreti. Dagli “amici” conosciuti in chat, ai corteggiatori, agli amanti fino alle scelte, ai progetti, ai desideri di un’altra vita che i nuovi mezzi ci permettono di vivere e che solamente noi conosciamo.
La cena di “Perfetti sconosciuti” sgretola piano piano, sullo sfondo di un’eclisse di luna che è un po’ la metafora del film – in ciò che vediamo e in ciò che realmente siamo – i legami di coppia, svela senza pietà segreti inconfessabili, retroscena impensabili, tradimenti e amori ancora banditi.
Il finale della pellicola è un premio al gioco al massacro che si è svolto attorno ad una mensa (luogo principe della condivisione dall’antichità) e ridà allo spettatore un consiglio: mai giocare con i cellulari delle persone amate.
A meno che non si voglia incappare in verità scomode e crudeli. Perché alla fine quell’ipocrisia di conoscersi da una vita e di non avere segreti è un ottimo sipario per non svelare il vero palcoscenico.
Il film è ben fatto, si regge su una scrittura brillante, il cast è stellare e tutti molto bravi e immersi nei loro personaggi.

Si può ben dire che è una pellicola che potrebbe benissimo essere esportata come uno dei migliori prodotti del cinema italiano.

 

 

 

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