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La trasparenza del vescovo sul prete accusato di pedofilia

Il comunicato della Curia di Bergamo, inviato ai giornali ancor prima che arrivasse la notizia che il parroco di Solza era stato arrestato con la pesante accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, rappresenta una sorpresa, una sorpresa positiva.

Una svolta, tale è la decisione del vescovo di Bergamo Francesco Beschi in tema di sacerdoti e pedofilia.

Il comunicato della Curia di Bergamo, inviato ai giornali ancor prima che arrivasse la notizia che il parroco di Solza era stato arrestato con la pesante accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, rappresenta una sorpresa, una sorpresa positiva.

Perché non cela, non nega, non cerca giustificazioni o scappatoie.

Le parole di monsignor Beschi sono semplici e apparentemente ovvie: lo stupore, lo sgomento e il dolore per una accusa infamante per chiunque, ancor più inaccettabile per un uomo di Chiesa. Eppure nella loro logica normalità sono anche una novità perché mai la Curia di Bergamo era intervenuta così tempestivamente e con tale chiarezza.

Intervenuta non solo a parole visto che, non appena saputo dell’arresto, il vescovo ha provveduto a nominare un amministratore parrocchiale, in rispetto alla comunità di fedeli di Solza. Comunità, l’abbiamo visto girando per il paese, colpita nella fiducia, incredula e turbata. E per questo ancor più bisognosa della vicinanza della sua Chiesa.

Una svolta nel segno della trasparenza, sintomo – tutti si augurano – di attenzione e fermezza contro questa perversione che annida laddove non deve e non può: sotto la tonaca dei sacerdoti.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Spero che si inizi a fare giustizia come si deve.
    Fino ad ora siamo in retromarcia.
    I valori dimenticati.
    Si lascia che il tempo dimentichi tutto.

  2. Scritto da carmelo_mangini

    E se invece fosse negligenza? Basterebbe ricercare i bilanci passati della parrocchia di San Gallo, esaminare i mezzi con cui si muoveva l’allora parroco e trarre le conseguenze.