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Parroco arrestato per pedofilia, Solza si sveglia sgomenta

Don Diego Rota, il sacerdote arrestato mercoledì 10 febbraio con l’accusa di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet, è chiuso in casa parrocchiale agli arresti domiciliari. Non risponde e non può ricevere nessuno. Nemmeno i suoi genitori. Solza si è svegliata con la notizia inaspettata.

Parroco di Solza

“Il primo pensiero va alle vittime – afferma il sindaco Maria Carla Roccamai in questi quattro anni abbiamo avuto sospetti su don Diego. Mai. Certo, ora la nostra comunità che conta 2.050 persone è sconvolta e dobbiamo cercare di stare uniti e superare questa prova”.

Fuori dalla chiesa una suora con le stampelle ha il volto rigato dalle lacrime, così come una catechista.

don Diego

Oggi si sarebbe dovuta celebrare la messa per gli ammalati nella giornata della Madonna di Lourdes, ma ai fedeli in chiesa è stata comunicata la disposizione della Diocesi di Bergamo lasciando senza parole i presenti. Le uniche voci che si sentono in paese sono quelle dei muratori del cantiere della chiesa.

“Era un bacchettone, rigido e poi guarda te: adescava i bambini in Internet” commenta sbigottita è arrabbiata una cliente del bar Piper di Solza.

Terry, la proprietaria è più clemente: “Per prima cosa bisogna vedere se è vero, magari qualcuno usava il suo computer. È un sacerdote buono, aiutava tutti. Un giovane che era rimasto senza casa lui lo ha ospitato a piano terra”.
“È vero aiutava tutti, a me ha prestato il suo PC per compilare il curriculum, don Diego è generoso magari qualcuno lo ha voluto incastrare” aggiunge una ragazza.

Tra lo sgomento e il beneficio del dubbio l’arresto di don Diego oggi è sulla bocca di tutti. Anche di chi è lontano dalla chiesa.

“Se sono arrivati ad arrestarlo un motivo ci sarà, mi dispiace veramente per le vittime. Qui in paese non ha mai dato segno di questa sua degenerazione” dichiara un commerciante. Chiusa nel più stretto riserbo la farmacia: “Non siamo di qua e nessuno ne parla stamattina, anche se tutti sono sconvolti dalla notizia”.

“Aveva un gruppo di famiglie che lo seguiva, era molto devoto alla Madonna e organizzava molti pellegrinaggi a Roma o ai santuari” commenta il tabaccaio che conclude “qui era stimato e apprezzato”.

L’arresto del parroco del paese dell’Isola rientrerebbe in un’inchiesta avviata dai carabinieri di Brescia che vede coinvolte altre 10 persone, nelle province di Bergamo, Brescia, Monza, Pavia e Parma, tra loro anche un allenatore di calcio e un agente di polizia locale.

Inchiesta avviata ad agosto 2015 e seguita in primis dal Pm Ambrogio Cassiani: secondo gli inquirenti quattro ragazzini tra i 16 e i 17 anni (tre italiani e un ucraino) organizzavano, attraverso un sito social, incontri sessuali a pagamento (con soldi o regali, orologi, abiti) con  adulti consapevoli della minore età dei ragazzi. I rapporti sessuali avvenivano spesso in auto nei parcheggi dei centri commerciali ma a volte anche nelle abitazioni dei clienti indagati.

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