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Dal trionfo al Giro d’Italia all’amarezza Mondiale: Chiara Teocchi si racconta video

Diciannove anni compiuti da poco e un futuro roseo davanti a sé. Chiara Teocchi è la classica “ragazzina terribile”, quella che non potresti mai immaginare seduta, ferma, tranquilla. Non è un caso, infatti, che abbia scelto di diventare grande (in tutti i sensi) nel mondo del ciclocross, una disciplina riservata solo a chi non si fa intimorire da fango e sudore mischiati assieme, a chi fa del sacrificio e della dedizione le sue armi vincenti.

Chiara Teocchi

Lei, bergamasca doc di Ponteranica, spiega che “il ciclismo su strada non ha mai fatto per me, io sono una da mountain bike. L’ho capito sin da quando, ancora bambina, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo delle due ruote grazie alle prime uscite ‘tranquille’ con mio padre”.

Dalle prime pedalate ai più prestigiosi successi il passo è stato breve, brevissimo. Teocchi, infatti, in meno di dieci anni è riuscita a vincere quasi tutto quello che il ciclocross giovanile ha messo in palio, Olimpiadi di categoria comprese: “Nell’agosto del 2014 ho vinto le medaglie d’oro e d’argento in coppia con Sofia Beggin ai Giochi Olimpici di Nanchino, in Cina – racconta -. Salire sul gradino più alto del podio, sentire l’inno italiano a tutto volume e vedere la bandiera tricolore sventolare è stata la più grande emozione che avessi mai provato nella mia carriera. Del resto, partecipare ad una manifestazione così importante è il sogno di ogni atleta, figuriamoci vincere…”.

Medaglie, quelle conquistate in Cina non ancora 18enne, che la giovanissima Teocchi ha messo in bacheca a fianco di tante altre: a quella di bronzo arrivata dagli Europei svizzeri nel luglio di un anno fa, a quelle del campionato italiano Eliminator, a quella del Giro del Monte Canto, a quella del GP d’Inverno. E, soprattutto, a fianco di quella maglia rosa che la campionessa di Ponteranica si è tenuta stretta dalla prima all’ultima tappa dell’ultimo Giro d’Italia ciclocross.

Chiara Teocchi

“Il Giro d’Italia è stata una bellissima battaglia – spiega, ancora emozionata -. Vincere contro delle grandi avversarie è stato davvero gratificante, soprattutto perché questa manifestazione, fatta di cinque tappe, non si vince solo con una giornata in stato di grazia, ma con costanza, dedizione e sacrificio continui”.

Tra tante soddisfazioni, però, c’è anche una grande amarezza, quella arrivata il 30 gennaio scorso dal Mondiale U23 ciclocross: “Sono partita bene, poi qualcosa è andato storto – ricorda l’atleta del Team Bianchi di Treviglio -. Sarà stata l’emozione o forse la troppa voglia di fare, sta di fatto che mi sono un attimo persa e non sono riuscita a chiudere nemmeno nei primi dieci. Cerco però di vedere il bicchiere mezzo pieno: questo passo falso mi servirà per crescere”. 

Chiara Teocchi

Ora Chiara Teocchi si divide tra un allenamento, una seduta in palestra e una verifica di matematica: classe 1996, frequenta l’ultimo anno del Leonardo da Vinci a Bergamo. “Per me il 2016 sarà un anno impegnativo – conferma -. Voglio diplomarmi e continuare a crescere sportivamente: una volta finiti gli studi spero davvero di poter fare della bicicletta la mia compagna di lavoro”.

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