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Dalmine batte Rea davanti alla Corte di Appello, ma la “battaglia” sui rifiuti continua

Il Comune di Dalmine comunica la decisione della Corte di Appello di Brescia che lunedì 8 febbraio ha respinto il ricorso presentato da Rea Dalmine S.p.A., ricorso con il quale la società aveva chiesto la nullità della clausola convenzionale che la obbligava a corrispondere il contributo al Comune amministrato da Lorella Alessio.

Ecco la nota del sindaco di Dalmine.

 

Dopo il tribunale di Bergamo che tre anni fa, precisamente il 7 gennaio 2013, aveva respinto il ricorso promosso da REA, anche la Corte di Appello di Brescia dà ragione al Comune di Dalmine con sentenza n. 48/2016.

La Corte, confermando quanto già aveva sentenziato il Tribunale di Bergamo, ha così respinto il ricorso promosso dalla REA Dalmine S.p.A. con cui aveva chiesto la nullità della clausola convenzionale con cui la stessa società REA si era obbligata a corrispondere il contributo al Comune e pretendeva di nulla dovere ed, anzi, di avere diritto alla restituzione di quanto pagato nonostante che essa abbia riscosso e continui a riscuotere il contributo stesso dagli utenti dell’impianto per ogni chilo di rifiuto conferito.

Anche se la sentenza potrebbe ancora essere impugnata con ricorso per cassazione, per ora l’Amministrazione comunale non può che ritenersi soddisfatta avendo la Corte di Appello rigettato le domande di Rea Dalmine S.p.A. e ottenuto anche la rifusione delle spese legali sostenute dal Comune quantificate in euro 13.795,98.

E’ dal 2010 che REA Dalmine S.p.A. non versa più al Comune quanto dovuto in forza del contratto/convenzione che i Giudici di 1° e 2° grado hanno ritenuto valido e ciò ha comportato per il Comune di Dalmine non poter far più conto su quelle risorse dovute da REA e che il Nostro Comune avrebbe comunque destinato alla “realizzazione di opere ed interventi finalizzate al miglioramento dell’ambiente e, quindi, allo standard qualitativo di vita degli abitanti del Comune di Dalmine”, “oltre che per il ripristino dei servizi pubblici utilizzati”, “opere ed interventi che debbono essere realizzati dal Comune in modo continuativo e non una tantum” .

Quanto alla esatta quantificazione e al versamento del contributo al Comune va anche precisato che sono tuttora pendenti altre due cause: una presso la stessa Corte di Appello di Brescia e l’altra avanti al Tribunale di Bergamo.

La sentenza della Corte di Appello di Brescia, anche se sotto il profilo economico non segna un concreto ed immediato riflesso sul bilancio comunale, rappresenta, tuttavia per il Comune di Dalmine, l’affermazione del diritto vantato dal Comune a ricevere legittimamente il contributo previsto dalla convenzione.

L’Amministrazione Comunale di Dalmine è fiduciosa perché anche le cause pendenti si concludano favorevolmente al Comune e che, così, vengano ristabiliti il rispetto dei patti sottoscritti a tutela del pubblico interesse (cittadini e territorio).

Il sindaco Lorella Alessio

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