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Pochi gol, troppo nervosismo e tante sconfitte: viaggio nella crisi atalantina

C'era una volta l'Atalanta che vinceva e faceva divertire, quella che metteva in crisi ogni avversario, anche quello più quotato sulla carta...

C’era una volta l’Atalanta che divertiva e vinceva. L’Atalanta che dettava legge al Comunale e che metteva in crisi ogni avversario, anche quello più quotato sulla carta.

Ecco, quell’Atalanta non c’è più. Sembra scomparsa, sparita, eclissata.

Sono infatti passati due mesi esatti senza i tre punti che, prima di dicembre, arrivavano invece con una discreta continuità.

A far paura sono soprattutto i numeri di quella che ormai si può considerare a tutti gli effetti una crisi vera e propria: nove partite senza vittoria, quattro miseri punti conquistati figli di quattro pareggi e cinque sconfitte; cinque gol segnati, undici subiti.

Tutto è iniziato il 13 dicembre, nel giorno di Santa Lucia. Al Bentegodi un’Atalanta spinta dal grande entusiasmo nato dopo l’impresa dell’Olimpico (2-0 alla Roma di Garcia) e dopo il secco 3-0 al Palermo cade sotto i colpi di Birsa: 1-0 e sconfitta che brucia, soprattutto perché arrivata dopo un match equilibrato deciso dalla sciagurata espulsione di Cherubin (alla quale è seguito, nel finale di partita, il rosso per proteste – inutilissime – sventolato in faccia a Kurtic).

Niente riscossa contro il Napoli, sette giorni dopo, al Comunale. Nonostante una buona prova complessiva, la formazione di Reja alza bandiera bianca di fronte a un Napoli trascinato da un immenso Higuain. Sconfitta (3-1) che ci può anche stare.

A Udine, dopo la sosta natalizia, i primi segnali d’allarme: i bianconeri vincono senza faticare più di tanto con un 2-1 che costa ai bergamaschi il terzo ko di fila.

Quindi, tutti in ritiro punitivo a Zingonia. La misura adottata da Reja, però, non sortisce l’effetto sperato perché col Genoa, il 10 gennaio, Capel e Pavoletti bastonano ancora una volta l’Atalanta davanti al pubblico orobico. 2-0 e quattro ko nelle ultime quattro.

Con l’Inter, alla prima di ritorno, qualche segnale di ripresa (1-1 contro i milanesi tutt’altro che irresistibili), prima del doppio pari con Frosinone (uno spento 0-0) e Sassuolo (1-1).

Poi a Verona l’ennesimo disastro che consegna ai gialloblù di Delneri la prima vittoria in campionato (2-1), e con l’Empoli un nuovo 0-0 che lascia parecchio rammarico. Per i gol sbagliati, per la mancanza di convinzione, per il clima di scoraggiamento che si è visto in alcuni tratti del match.

Il calciomercato di gennaio (tra cessioni e continue voci) non ha aiutato, è chiaro, ma questa Atalanta ha subito un’involuzione incredibile dopo il ko col Chievo.

Fortunatamente, dietro le avversarie vanno col freno a mano tirato, ma in casa nerazzurra serve ritrovare al più presto la strada giusta, quella che deve consegnare la salvezza nel minor tempo possibile e nella maniera più tranquilla possibile.

Perché di vivere un nuovo calvario, dopo quello della scorsa stagione, i tifosi bergamaschi non ne hanno proprio voglia.

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