BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Veloci e adattabili” le industrie prenotano il futuro

Confronto in Confindustria Bergamo con Andrea Cuomo, a capo di STMicroelectronics, che ha delineato le sfide per le aziende e per la scuola

Piccoli, veloci, adattabili. I progenitori dei mammiferi attuali se la sono cavata molto meglio dei poderosi e a volte impacciati dinosauri. Velocità e adattabilità saranno anche alla base del successo dell’impresa del futuro. In questo senso, ne è convinto Andrea Cuomo, l’Italia, con le sue piccole e medie industrie maestre di flessibilità, può forse permettersi di guardare avanti meglio di altri paesi.

Anche per l’imprenditore di casa nostra si impone però un cambiamento epocale: lo spostamento dell’attenzione sul capitale umano. “Tutto ruoterà intorno alle idee – ha sottolineato partecipando all’incontro stampa che ha preceduto la “Serata per l’imprenditore” organizzata da Servizi Confindustria Bergamo – e le idee nascono dalle persone ma non per obbligo, occorre creare le condizioni favorevoli perché la creatività si affermi e questo riguarda le imprese ma riguarda a monte anche la scuola”.

Andrea Cuomo, vicepresidente di STMicroelectronics, è ai vertici di un’azienda di frontiera che produce chip utilizzati in moltissimi ambiti, dagli smartphone alla futura auto che si guida da sola. E’ entrato nel 1983 in SGS Microelettronica, una delle società che hanno successivamente dato origine a STMicroelectronics e nel 1998 ha fatto nascere il gruppo AST, Advanced Systems Technology e progetti speciali di STMicroelectonics di cui dal 2012 è vice-presidente esecutivo.

“E’ una realtà – ha spiegato il presidente di Confindustria Bergamo Ercole Galizzi – che si è già posta il problema del cambiamento anni fa e che anticipa un’evoluzione che molte nostre imprese affronteranno fra 10/15 anni. Ci sembra importante cominciare a riflettere molto attentamente già oggi perché il cambiamento culturale si impone, al di là della semplicità o meno del prodotto. L’obiettivo è, ancora una volta, quello di governare e non subire gli eventi”.

La ricetta valida per tutti, avverte però Andrea Cuomo, non esiste, perché siamo nel mondo dell’“agilità strategica” dove velocità e complessità determinano cambiamenti inaspettati e dove per leggere il futuro non possiamo più basarci sull’esperienza del passato, perché l’accelerazione del cambiamento manda all’aria tutte le pianificazioni. “Tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni – ha spiegato – devono basarsi sulle conoscenze e sulla capacità di portarle sul mercato, come farlo è un’arte, diversa caso per caso”.

All’orizzonte c’è anche la prospettiva inquietante legata ai computer cognitivi, destinati a mandare in soffitta molti lavori anche a carattere intellettuale, se non particolarmente creativo.

A Davos al World Economic Forum Annual Meeting 2016 si è calcolato che entro il 2020 nelle quindici maggiori economie mondiali l’automazione taglierà 5 milioni di posti di lavoro. E poi il trend accelererà. Negli Stati Uniti si calcola che il 45 per cento delle attività lavorative esistenti siano computerizzabili, già con le tecnologie attuali. La distinzione fondamentale sarà fra lavori di routine, in cui i compiti, anche considerati di alto livello, sono standardizzabili e ripetibili e quelli che non lo sono.

“Sono problemi che dobbiamo porci – ha sottolineato Andrea Cuomo – ma liberare l’uomo dalla condanna dei lavori ripetitivi è un obiettivo forte. Un conto poi è creare ricchezza, un conto è decidere come distribuirla”.

Ma la questione più delicata è quella della formazione. “L’obiettivo principale è stimolare la creatività – ha sottolineato – la curiosità intellettuale, senza necessariamente buttare tutto a mare. In questo senso approfondire Kant o la filosofia in genere può essere, paradossalmente, una risposta attualissima”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.