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Padiglione del Kuwait a Val Brembilla: “Simbolo dell’apertura al mondo”

Il Comune e la ditta demolitrice sono vicini all'accordo per portare a Val Brembilla il padiglione del Kuwait: una spesa che dovrebbe aggirarsi attorno ai 300mila euro, già prevista dal POP definito ad ottobre prima che si palesasse questa opportunità.

Dal Golfo Persico a Milano. Da Milano a Val Brembilla. È questo il percorso che è destinato a compiere il padiglione del Kuwait a Expo 2015, una spettacolare struttura in vetro e acciaio progettata dall’architetto Italo Rota che in paese si è già occupato della realizzazione di alcuni uffici industriali.

La trattativa è entrata in una fase serrata: il Comune da una parte, la ditta demolitrice ora proprietaria del padiglione, la pavese Armofer, dall’altra. Entro fine mese si dovrebbe chiudere per una cifra che, secondo le stime e le perizie fatte dagli ingegneri, dovrebbe aggirarsi attorno ai 300mila euro.

Una spesa che il Comune aveva già messo abbondantemente a disposizione nella stesura del Piano delle Opere Pubbliche lo scorso ottobre, quando l’opportunità di acquistare il padiglione del Kuwait non si era ancora palesata. Nel POP, infatti, erano stati previsti 500mila euro per la sistemazione dell’area di proprietà comunale dove dovrebbe essere installata la struttura: si tratta di circa settemila metri quadrati compresi tra il ponte di via Donizetti e piazzale Toti, sulla sponda del torrente Brembilla opposta alla Provinciale.

“E’ da circa un mese che portiamo avanti fitti colloqui con le aziende e le associazioni del territorio – confida il sindaco di Val Brembilla Damiano Zambelli – Vorremmo iniziare così una grande operazione di marketing territoriale, volta a dare a tutta la cittadinanza un luogo in cui rappresentarsi. Si tratta di un progetto che vogliamo condividere con i nostri cittadini, non una scelta politica imposta dall’alto: chiediamo al mondo del lavoro, a quello associazionistico e a quello giovanile di trovare uno spunto, un’idea che possa realizzarsi in questo contesto. Lavoro, cultura e natura sono gli elementi che ci caratterizzano e vorremmo che si ritrovassero tutti in questo luogo”.

Alcuni pezzi del padiglione sono già arrivati sull’area di destinazione a Val Brembilla: “L’opportunità dell’acquisto è arrivata direttamente dall’architetto Rota: la presenza di un’area che cerca una destinazione precisa da circa 10 anni e sulla quale erano stati avviati diversi ragionamenti, dal mercato all’area feste, ci ha fatto pensare che quella fosse la soluzione migliore”.

Un ragionamento già approfondito e che troverà probabilmente nuovi spunti dall’incontro pubblico organizzato per venerdì 12 febbraio in sala Vab: “Siamo partiti da un dato: ogni anno le associazioni del territorio spendono in media tra i 20 e i 30 mila euro per prendere in affitto le tensostrutture necessarie dove svolgere i propri eventi. Quella cifra potrebbe essere usata per ristrutturare e personalizzare il padiglione che presenta un piano terra e un soppalco di 200 metri quadrati che potrebbe diventare la sede di promozione del Comune, sede delle associazioni, luogo per incontri, eventi, riflessioni. Deve essere rappresentata tutta Val Brembilla, le aziende devono potersi mettere in mostra e mostrare i propri prodotti”.

Oltre che per i rapporti già in essere con l’architetto Rota, il padiglione del Kuwait è stato scelto anche per altri motivi: “Avevamo l’opportunità di portare qui anche altri padiglioni – ammette il sindaco Zambelli – ma quello del Kuwait è perfetto per noi: è una struttura moderna, in vetro e acciaio, con cultura idroponica sulle superfici vetrate che richiama la natura. Val Brembilla è tecnologia immersa nella natura: un concetto che vogliamo ribadire con questa installazione che, data la propensione delle nostre aziende all’esportazione e richiamando apertamente a Expo, rappresenterà anche la nostra apertura al mondo”.

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