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Metalmeccanici, Cisl: dati incoraggianti, ma lenti

Bergamo registra un netto miglioramento nell’andamento della gestione degli ammortizzatori sociali nel corso dell’ultimo semestre.

Bergamo registra un netto miglioramento nell’andamento della gestione degli ammortizzatori sociali nel corso dell’ultimo semestre. Nella rilevazione del 2015 compiuta dalla FIM CISL regionale, infatti, sul territorio bergamasco si registrava quasi il 32% di ricorso alle Casse Integrazione della Lombardia. Oggi sono “solo” il 19,22.

È uno dei dati emersi dalla conferenza stampa che il segretario generale regionale dei metalmeccanici Cisl, Enrico Civillini, ha tenuto per presentare il quarantesimo rapporto semestrale sull’andamento dell’industria metalmeccanica lombarda.

Per quanto riguarda Bergamo, l’analisi ha monitorato 168 aziende colpite in qualche modo dalla crisi. In queste, su 7000 addetti, più di 5200 hanno usufruito di ammortizzatori sociali; l’84% delle aziende ha attivato Casse ordinarie, l’11% Straordinarie, e in 9 aziende si ha fatto ricorso alla mobilità per 181 lavoratori.

Dai dati si evidenzia sostanzialmente un miglioramento – sottolinea Luca Nieri, segretario generale della FIM di Bergamo -, anche se il numero delle persone coinvolte è ancora significativo Serve cautela nel valutare i dati, e è prematuro parlare di ripresa. Sarebbe più corretto definire questa situazione un’inversione di tendenza. D’altronde, le nostre aziende viaggiano a due velocità: quelle che si rivolgono ai mercati esteri stanno ottenendo risultati significativi, ponendo davvero le basi per una ripartenza efficace; chi invece sfrutta solo il mercato interno patisce il ristagno della domanda”.

Dall’inizio dell’anno, inoltre, è partita la nuova disciplina relativa agli ammortizzatori sociali che, nei fatti, renderà più stringenti le possibilità di utilizzo e, in particolare per ciò che riguarda le situazioni di cessazione definitiva delle attività, non consentirà più l’utilizzo della cassa straordinaria. Queste modifiche, venendo a mancare uno strumento che fino a oggi ha consentito di gestire alcune situazioni delicate, potrebbero secondo la FIM Lombardia accelerare nel 2016 l’incremento dei licenziamenti.

“Anche per questo motivo diventa urgente attivare un serio sistema di politiche attive al fine di favorire la riqualificazione e il ricollocamento del personale espulso” ha affermato Civillini.

Il 2016 sarà comunque l’anno della verifica, insiste Nieri, “tenendo presente che i mercati importanti di riferimento, i cosiddetti BRICS, mostrano forti e preoccupanti segnali di rallentamento. In questo, anche l’andamento negativo delle borse potrebbe incidere negativamente sui segnali che oggi registriamo, anche se la preoccupazione più grande riguarda le aziende più piccole, che hanno mercati locali e che oggi soffrono maggiormente e faticano a agganciarsi alla ripresa. Non tutti i settori, poi, sono ripartiti allo stesso modo: nel 2015 il settore Auto ha ripreso a correre, mentre altri sono ancora fermi al palo. Per questo – conclude Nieri – serve monitorare l’evoluzione del nostro territorio. Diventa importante a questo scopo attivare percorsi congiunti con Federmeccanica, che possano aiutare le aziende a scelte future più consapevoli”.

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