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Banca Popolare Bergamo, approvato il bilancio 2015: utili per 151 milioni

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo ha approvato il bilancio dell'esercizio 2015: consistente utile netto a 151 milioni, in crescita anche il numero dei clienti e dei conti correnti.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo ha approvato il bilancio dell’esercizio 2015. Un bilancio che “al netto del perdurare del difficile contesto economico esprime risultati molto positivi”, commentano il Presidente della Banca Popolare di Bergamo Giorgio Frigeni e il Direttore Generale Osvaldo Ranica.

A partire dal consistente utile netto a 151 milioni: un risultato in linea con le previsioni d’inizio anno e di poco inferiore ai 155,9 milioni dell’esercizio precedente. Tenendo conto del contributo straordinario di Risoluzione Nazionale e di oneri per l’incentivo all’esodo, l’utile contabile di esercizio si attesta a 127,3 milioni.

In crescita il numero dei clienti Ubi banca (oltre 8.200) e dei conti correnti (oltre 8.500).

Consolidato nel periodo il sostegno all’economia delle famiglie e del territorio: in crescita, a 3.245 milioni le nuove erogazioni di finanziamenti a medio/lungo termine – di cui oltre 700 milioni a favore dei provati (+22,8%) e più di 2.100 milioni a favore delle imprese (+44,1%); tra questi ultimi, si segnalano finanziamenti “TLTRO” – Targeted Longer-Term Refinancing Operations – concessi con fondi BCE per 1.250 milioni complessivi.

Ulteriore supporto alle imprese è stato fornito con nuove erogazioni leasing per 330 milioni (+82% rispetto al 2014) e con turn over factoring per oltre 2 miliardi.

Positivo il risultato della gestione operativa a 342,9 milioni se si escludono le componenti di costo non ricorrenti, determinato da proventi operativi per 787,7 milioni ed oneri operativi per 444,8 milioni.

Andamento superiore alle previsioni anche per quanto riguarda le commissioni nette (357,1 milioni), trainate dalla positiva dinamica delle commissioni da raccolta gestita ed assicurativa e pur risentendo della riduzione delle commissioni di collocamento dei titoli di Gruppo.

Stabilità degli oneri operativi normalizzati, con una lieve crescita da attribuire alle spese del personale per l’incidenza della voce “Riduzione e sospensione orario di lavoro” (da quest’anno interamente a carico della Banca per circa 6,1 milioni) e alle altre spese amministrative, su cui gravano in particolare i contributi ordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale e al Sistema di Garanzia dei depositi per complessivi 6,4 milioni

Confermata l’efficienza gestionale espressa da un rapporto Cost/Income al 55,03%, escludendo i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, nonché le cessioni nell’esercizio di crediti in sofferenza a società terze.

In netto miglioramento gli indicatori sulla qualità del credito: nell’anno sono state effettuate rettifiche nette su crediti per 122,7 milioni (147,4 milioni a fine 2014) confermando così l’attenta gestione del portafoglio crediti della Banca, che trova riscontro anche nella significativa riduzione del costo del credito, attestatosi allo 0,66% (0,79% al termine dello scorso anno). Si segnalano ulteriori minusvalenze rivenienti da cessioni massive di crediti in sofferenza pari a -8,9 milioni, iscritte nella voce ‘Utile/Perdita da cessioni di crediti’

In forte crescita gli stock di risparmio gestito (+11,5%) e assicurativo (+24,4%), grazie alla costante attività di riqualificazione delle forme di risparmio offerte alla Clientela, nel rispetto delle esigenze di investimento e di attenzione ai profili di rischio; nei dodici mesi si sono registrati flussi netti di risparmio gestito per oltre 1.220 milioni e nuove sottoscrizioni di “polizze vita” per oltre 920 milioni.

Coefficienti patrimoniali molto elevati, posizionati a livelli di gran lunga superiori ai requisiti normativi in vigore (calcolati applicando la normativa Basilea 3): alla fine dell’anno il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) è pari al 18,19%, a conferma della forte solidità patrimoniale della Banca.

Circa gli aggregati patrimoniali, a fine anno gli impieghi alla clientela si sono posizionati a 18,7 miliardi (+ 0,3%); tenendo conto di modifiche intervenute nel corso dell’anno nella classificazione della Clientela per circa 287,4 milioni, gli impieghi alla clientela si attestano a oltre 19,0 miliardi (+1,8% l’incremento anno su anno). La raccolta totale, al netto del trasferimento di quote di risparmio amministrato su dossier UBI per circa 2,2 miliardi, ammonta a 48,6 miliardi.

In particolare, la raccolta diretta allargata, che comprende i prestiti obbligazionari emessi dalla Capogruppo e collocati dalla Banca, ha raggiunto l’importo di circa 21 miliardi. La raccolta indiretta da clientela ordinaria, a 27 miliardi (+5,9%), beneficia della riqualificazione delle forme di investimento con l’incremento del risparmio gestito e delle polizze vita e la flessione della raccolta amministrata (- 4,8%).

I crediti deteriorati netti a 1,539 miliardi (8,21% dei crediti netti verso la clientela) si sono mantenuti al di sotto dei limiti previsti. Dalla chiusura del bilancio 2015, in osservanza degli aggiornamenti normativi di Banca d’Italia, viene recepita la nuova definizione di “inadempienze probabili”, che include le posizioni precedentemente classificate come incagli e crediti ristrutturati.

Il rapporto sofferenze nette/impieghi netti, attestatosi al 4,49%, risulta in marginale crescita rispetto al dicembre 2014 (4,33%) mantenendosi al di sotto del dato di sistema (4,89%).

 

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